Google amplia il proprio ecosistema hardware con Pixel Tag, il nuovo localizzatore pensato per aiutare gli utenti Android a ritrovare chiavi, zaini e altri oggetti personali. Il dispositivo punta su un mix di ritrovamento preciso tramite Ultra Wideband (UWB), batteria sostituibile e integrazione nativa con l’ecosistema Pixel e Android. Per il momento, il nuovo tracker non sarà disponibile in vendita in Italia.
Google Pixel Tag è ufficiale: eccolo in dettaglio
La novità più interessante è il supporto a Ultra Wideband per il Precision Finding, tecnologia che consente di individuare un oggetto con indicazioni direzionali e maggiore accuratezza rispetto al solo Bluetooth. Google abbina l’UWB al Bluetooth Channel Sounding, funzione legata al nuovo standard Bluetooth 6.0 e disponibile sui dispositivi compatibili con Android 16.
Secondo la documentazione tecnica, il ritrovamento preciso può funzionare fino a 50 metri dal dispositivo associato, a condizione che lo smartphone supporti l’Ultra Wideband.

Design compatto e resistente
Pixel Tag misura 46,1 x 28 x 5,4 mm e pesa 11,8 grammi con batteria, caratteristiche che lo rendono facile da agganciare a portachiavi, borse o altri accessori. Il dispositivo è realizzato in policarbonato e metallo ed è disponibile nella colorazione Fog.
Google sottolinea inoltre l’attenzione alla sostenibilità, con una confezione completamente priva di plastica.
Sul fronte della resistenza, il tracker è certificato IP67, quindi protetto da polvere e immersioni accidentali fino a un metro per 30 minuti.
Batteria sostituibile e autonomia oltre un anno
Pixel Tag utilizza una batteria a bottone CR2032 sostituibile dall’utente. Google dichiara un’autonomia superiore a un anno con un utilizzo medio che include la riproduzione di suoni e le funzioni di Precision Finding.
Il dispositivo integra anche un altoparlante interno per farlo suonare durante la ricerca e un accelerometro per rilevare i movimenti.

Un nuovo tassello dell’ecosistema Pixel
Pixel Tag è compatibile con gli smartphone Android a partire da Android 9, ma le funzioni più avanzate richiedono hardware e software più recenti.
Con questo prodotto Google entra in modo più deciso nel mercato dei tracker per oggetti, offrendo agli utenti Android una soluzione nativa e strettamente integrata con l’ecosistema Pixel, in diretta concorrenza con le soluzioni già presenti nell’universo Apple e Samsung.