L’arrivo del Pixel 10a non è una sorpresa: la data della presentazione di oggi è stata comunicata da Google già un paio di settimane fa. Avremo tempo di analizzarlo nel dettaglio con una recensione, per ora possiamo dire che sembra il frutto di una scelta conservativa, nel nome della continuità. A Mountain View qualcuno deve aver pensato se funziona, non stravolgerlo
ed ecco qui il nuovo mid-range del marchio.
Pixel 10a è ufficiale: il nuovo mid-range di Google
La novità più importante è da ricercare nel design, con la doppia fotocamera posteriore pienamente integrata sul retro. Non c’è più il camera bump. Quante volte abbiamo voluto uno smartphone così, completamente piatto? Ecco la differenza con la generazione precedente.
Pixel 10a dice addio al camera bump: il confronto con Pixel 9a
Non ci sono altri stravolgimenti degni di nota per quanto riguarda l’hardware. Il processore rimane quello già visto sul Pixel 9a dello scorso anno: niente Tensor G5 come sui Pixel 10, sotto la scocca troviamo di nuovo il Tensor G4. Ecco le specifiche tecniche integrate.
- Actua Display da 6,3 pollici con pannello pOLED, aspect ratio 20:9, risoluzione 2424×1080 pixel, refresh rate 60-120 Hz, luminosità fino a 2.000 nit (HDR, picco da 3.000 nit), contrasto 2.000.000:1 e Corning Gorilla Glass 7i;
- processore Google Tensor G4 con coprocessore Titan M2;
- 8 GB di RAM;
- 128 o 256 GB di memoria interna;
- doppia fotocamera posteriore da 48 megapixel (sensore da 1/2″, f/1.7, ottica 82 gradi) e 13 megapixel (sensore da 1/3,1″, f/2.2, ottica 120 gradi) con Super Res Zoom fino a 8x e stabilizzazione ottica ed elettronica;
- fotocamera frontale da 13 megapixel (f/2.2, ottica 96,1 gradi);
- connettività Wi-Fi 6E, Bluetooth 6, 5G, NFC, GPS;
- supporto Dual SIM con compatibilità per SIM ed eSIM;
- altoparlanti stereo e due microfoni;
- telaio in alluminio, certificazione IP68;
- batteria da 5.100 mAh con porta USB-C 3.2 e supporto alla ricarica wireless Qi;
- dimensioni 153,9×73,0x9,0 millimetri, peso 183 grammi.
Il design posteriore di Pixel 10a
Non esattamente un upgrade rivoluzionario
Le differenze con la generazione precedente sono minime: il display ha una luminosità massima aumentata (3.000 invece di 2.700 nit), è ricoperto da un vetro migliore (Gorilla Glass 7i al posso del Gorilla Glass 3), c’è il supporto al Bluetooth 6 (invece di 5.3) e la ricarica della batteria è più veloce. Manca purtroppo ancora la compatibilità con le reti W-Fi 7, già presente addirittura sul Pixel 8 di ormai quasi due anni fa.
Troppo poco per giustificare l’upgrade? Probabilmente, chi ha il 9a non è invogliato all’acquisto, ma considerando il prezzo di vendita al lancio potrebbe rappresentare un ottima scelta per chi cerca uno smartphone mid-range destinato a essere supportato a lungo.
Le cover del Pixel 10a, in quattro colorazione come lo smartphone
Android, supporto e AI: i punti di forza
Al di là del retro completamente piatto, il reale punto di forza è da ricercare nel valore aggiunto degli ultimi modelli Pixel: un supporto di sette anni per ricevere aggiornamenti fino al 2033. Vale sia per il sistema operativo sia per le patch di sicurezza e per le nuove funzionalità contenute nei pacchetti Pixel Drop. Android 16 è la versione preinstallata al lancio.
Non manca ovviamente Gemini, ormai onnipresente, con accesso a modelli come Nano Banana per l’elaborazione delle immagini. E in merito all’intelligenza artificiale, le caratteristiche integrate sono molte, moltissime. Ecco solo quelle dedicate alle fotocamere: Camera Coach, Add Me, Macro Focus, Night Sight, Astrophotography, Portrait Mode, Face Unblur, Long Exposure, Real Tone, Panorama, Auto Best Take, Frequent Faces e Top Shot. Per l’editing ci sono invece Auto frame, Reimagine, Sky styles, Resize and move subjects, Portrait blur, Magic Eraser, Best Take, Photo Unblur e Portrait Light. Pixel 10a è in grado di gestire sul dispositivo il modello Gemini Nano e funzionalità come Circle to Search, Live Translate e Call Assist.
Prezzo e disponibilità
Le colorazioni della scocca sono sempre quattro: Viola lavanda, Rosso lampone, Grigio nebbia e Nero ossidiana (addio a Rosa peonia e Grigio creta). Al lancio, il prezzo di 499 dollari potrebbe far gola a chi è alla ricerca di uno smartphone destinato a durare, ma non vuole affrontare la spesa per un flagship.
È online anche la nostra intervista a a Soniya Jobanputra, Product Manager di Google. Fra i temi trattati, l’importanza dell’AI e una previsione sulle prossime evoluzioni dell’ecosistema mobile.
