Google Maps, 10 funzioni nascoste che dovresti conoscere prima di partire

Google Maps nasconde funzioni molto utili anche in Italia: ecco 10 strumenti per viaggiare meglio e come utilizzarli sullo smartphone.
Google Maps, 10 funzioni nascoste che dovresti conoscere prima di partire

Google Maps è diventato molto più di un semplice navigatore. L’app che utilizziamo per trovare la strada verso un ristorante o controllare quanto manca alla destinazione contiene diverse funzioni particolarmente utili quando si viaggia, alcune delle quali rimangono poco conosciute nonostante siano disponibili anche in Italia.

Si può scaricare una mappa prima di partire e continuare a orientarsi senza connessione, ricordare dove abbiamo parcheggiato, condividere con qualcuno l’avanzamento del viaggio, cercare percorsi accessibili e individuare le colonnine per ricaricare un’auto elettrica. A queste possibilità si sta aggiungendo l’intelligenza artificiale di Gemini, che Google ha integrato sempre più profondamente nel proprio servizio di navigazione.

Non tutte le novità annunciate negli Stati Uniti arrivano però immediatamente nel nostro Paese. Per questo abbiamo selezionato 10 funzioni di Google Maps utilizzabili anche in Italia, segnalando i casi nei quali disponibilità e informazioni possono dipendere dal dispositivo, dall’account o dai dati presenti per una determinata località.

1. Scaricare una mappa e continuare a navigare senza Internet

È probabilmente la funzione da conoscere prima di qualsiasi viaggio in una zona con copertura mobile incerta.

Google Maps permette di scaricare sul telefono una determinata area geografica e consultarla successivamente quando la connessione a Internet è lenta o completamente assente.

Per farlo bisogna aprire Google Maps, toccare l’immagine del profilo > Mappe offline > Seleziona la tua mappa. A questo punto basta inquadrare la zona che interessa e scegliere Scarica.

Google conferma nella propria documentazione italiana che, quando la connessione manca, Maps può utilizzare le mappe scaricate per fornire indicazioni stradali purché l’intero percorso si trovi all’interno dell’area disponibile offline.

Ci sono però delle limitazioni. Senza connessione non sono disponibili le indicazioni per trasporto pubblico, bicicletta o spostamenti a piedi e durante la guida vengono meno informazioni come traffico in tempo reale e percorsi alternativi.

2. Salvare il punto esatto in cui abbiamo parcheggiato

Lasciare un’auto a noleggio in una città sconosciuta e ricordarsi diverse ore dopo dove sia parcheggiata non è sempre scontato.

Google Maps permette di memorizzare la posizione dell’automobile. Su Android, una volta parcheggiato, bisogna aprire Maps, toccare il punto blu che identifica la propria posizione e selezionare Salva posizione del parcheggio.

La posizione viene quindi indicata sulla mappa. È possibile aggiungere ulteriori informazioni, particolarmente utili nei grandi parcheggi: per esempio una nota che ricordi il piano oppure una fotografia del settore in cui abbiamo lasciato la macchina.

Quando è il momento di tornare all’auto si può cercare la posizione salvata e chiedere a Maps le indicazioni per raggiungerla. Google documenta inoltre procedure specifiche anche per iPhone e iPad.

3. Condividere la propria posizione in tempo reale

Durante una vacanza in gruppo può capitare facilmente di separarsi. Invece di cercare di spiegare la propria posizione attraverso una serie di messaggi, Maps consente di condividerla direttamente in tempo reale.

Per attivare la funzione bisogna toccare immagine del profilo > Condivisione della posizione > Nuova condivisione, scegliere per quanto tempo si vuole essere visibili e selezionare la persona con cui condividere la posizione.

Google specifica che chi riceve l’accesso può visualizzare informazioni come nome e foto, posizione recente del dispositivo e, in determinate circostanze, anche stato della batteria e indicazione che il dispositivo è in carica.

È quindi uno strumento utile, ma da utilizzare soltanto con persone fidate. La condivisione può essere interrotta direttamente dalle impostazioni di Maps quando non serve più.

4. Condividere destinazione e orario previsto di arrivo

C’è una funzione ancora più adatta a chi vuole semplicemente far sapere a familiari o amici quando arriverà a destinazione.

Durante la navigazione Google Maps consente di condividere l’avanzamento del viaggio. La persona scelta può così vedere informazioni come la destinazione, la posizione durante il percorso e l’orario stimato di arrivo.

Per utilizzarla bisogna cercare una destinazione e avviare la navigazione. Durante il viaggio si apre la scheda informativa nella parte inferiore dello schermo e si seleziona Condividi avanzamento viaggio, scegliendo quindi il contatto desiderato.

La condivisione termina automaticamente quando si raggiunge la destinazione oppure quando viene interrotta la navigazione. La funzione è particolarmente interessante per chi viaggia da solo o deve raggiungere qualcuno senza inviare continuamente messaggi con il proprio ETA.

5. Cercare percorsi accessibili ed evitare le scale

Una funzione progettata principalmente per le persone con mobilità ridotta può risultare utile anche quando si viaggia con passeggini o valigie molto pesanti.

Nella pianificazione degli spostamenti con i mezzi pubblici Maps permette di chiedere un percorso accessibile in sedia a rotelle, quando sono disponibili informazioni sufficienti sulla rete di trasporto.

Bisogna cercare la destinazione e scegliere Indicazioni > Trasporto pubblico > Opzioni, quindi selezionare Accessibile in sedia a rotelle.

Maps privilegerà le soluzioni compatibili con le informazioni sull’accessibilità disponibili per stazioni, fermate e infrastrutture.

C’è però una precauzione importante: la presenza della funzione non significa che Google possa garantire l’accessibilità di ogni singolo tratto. Qualità e completezza delle indicazioni dipendono dai dati disponibili localmente, quindi per esigenze di accessibilità è opportuno verificare anche le informazioni dell’operatore di trasporto.

6. Orientarsi all’interno di aeroporti e grandi edifici

In un grande aeroporto trovare il terminal corretto può essere soltanto metà del problema. Una volta entrati bisogna individuare servizi, negozi e soprattutto capire su quale piano ci troviamo.

Per alcune strutture Google Maps mette a disposizione mappe degli interni, una funzione disponibile anche in Europa e utilizzabile quando la planimetria dell’edificio è presente nel servizio.

Non bisogna attivare impostazioni particolari. Basta cercare su Maps l’aeroporto, il centro commerciale o l’edificio interessato e aumentare lo zoom sulla struttura. Se esiste una mappa interna, appariranno le informazioni relative all’edificio e, dove previsto, sarà possibile passare da un piano all’altro.

La disponibilità deve però essere verificata caso per caso: il fatto che Indoor Maps sia utilizzabile in Italia non significa che ogni aeroporto, stazione o centro commerciale italiano sia stato mappato internamente.

7. Creare una lista condivisa per organizzare il viaggio

Ristoranti trovati sui social, musei consigliati dagli amici, spiagge da visitare: organizzando una vacanza in gruppo è facile ritrovarsi con decine di link sparsi nelle chat.

Google Maps permette invece di raccogliere i posti all’interno di liste condivise.

Per creare un nuovo elenco dall’app si può aprire la sezione Tu, scegliere Nuovo elenco, assegnargli un nome e impostarne le caratteristiche. Rendendolo condiviso è possibile inviarlo agli altri partecipanti al viaggio.

Per aggiungere un luogo basta invece cercarlo su Maps, aprire la relativa scheda e toccare Salva, scegliendo poi l’elenco desiderato.

Le liste possono essere condivise e, utilizzando le opzioni previste da Google, altre persone possono collaborare alla loro modifica. Diventa così possibile costruire una sorta di mappa collettiva della vacanza senza cercare continuamente vecchi messaggi nelle chat.

8. Trovare le colonnine per ricaricare un’auto elettrica

Per chi viaggia con un veicolo elettrico, Google Maps può trasformarsi anche in uno strumento per pianificare le soste.

Una delle possibilità più semplici è cercare “stazioni di ricarica per veicoli elettrici” o “colonnine di ricarica” direttamente in Maps. L’app mostra sulla mappa le infrastrutture presenti nell’area e le informazioni disponibili per ciascuna stazione.

È inoltre possibile impostare nelle preferenze relative ai veicoli elettrici le prese compatibili con la propria automobile, in modo da rendere più pertinenti i risultati delle ricerche.

Le funzionalità diventano ancora più sofisticate sulle automobili che integrano Google Maps direttamente nel sistema di infotainment. Nei veicoli supportati Maps può utilizzare informazioni sulla batteria per stimare l’autonomia e, in determinate configurazioni, aggiungere una sosta per la ricarica quando necessaria.

Quest’ultima capacità non va però confusa con la normale applicazione per smartphone: dipende dall’integrazione del veicolo, dal modello dell’auto e dai servizi supportati.

9. Parlare con Gemini durante la navigazione

È una delle novità che stanno cambiando maggiormente Google Maps. L’integrazione di Gemini nella navigazione permette di utilizzare il linguaggio naturale per interagire con Maps riducendo la necessità di toccare lo smartphone.

La documentazione italiana di Google descrive l’utilizzo di Gemini durante la navigazione su Android e iOS, pur specificando requisiti e possibili differenze legate alla disponibilità.

Quando la funzione è presente sul proprio account, bisogna impostare una destinazione e avviare la navigazione. A quel punto è possibile dire “Hey Google” oppure toccare l’icona Gemini e formulare la propria richiesta.

Si può, per esempio, chiedere di trovare un luogo lungo il tragitto o ottenere informazioni utili senza abbandonare la navigazione.

La disponibilità concreta può comunque dipendere da dispositivo, account, lingua e distribuzione progressiva degli aggiornamenti. Se l’icona o le relative opzioni non compaiono, quindi, non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non funziona sul telefono.

Va inoltre distinta questa integrazione da Ask Maps, il sistema AI più avanzato annunciato da Google nel marzo 2026 e inizialmente distribuito negli Stati Uniti e in India. Non tutte le funzioni di Maps presentate da Google negli Stati Uniti possono quindi essere considerate automaticamente disponibili anche in Italia.

10. Usare i Plus Code quando non esiste un indirizzo

L’ultima funzione è anche una delle meno conosciute. I Plus Code permettono di rappresentare una posizione geografica attraverso un breve codice e possono risultare utili quando ci si trova in un punto che non dispone di un normale indirizzo stradale.

Per trovare il Plus Code della propria posizione su Android bisogna aprire Maps e toccare il punto blu che rappresenta la posizione corrente. Nella scheda “La tua posizione” è quindi possibile individuare la voce Plus Code e copiarne il contenuto.

Il codice può essere inviato a un’altra persona tramite messaggio. Chi lo riceve può incollarlo direttamente nella barra di ricerca di Google Maps per individuare il punto corrispondente.

Google indica tra i possibili impieghi dei Plus Code anche l’accesso a servizi sociali e di emergenza nelle aree prive di indirizzi tradizionali. In una situazione di emergenza reale, naturalmente, è sempre necessario seguire le indicazioni dell’operatore e utilizzare i sistemi di localizzazione richiesti dai servizi di soccorso.

Mappe offline, posizione del parcheggio, condivisione del viaggio e liste sono strumenti ormai consolidati e possono essere sfruttati senza aspettare le novità dell’intelligenza artificiale. Altre caratteristiche, come Gemini nella navigazione e le funzioni avanzate dedicate alle auto elettriche, dipendono maggiormente dall’hardware, dall’account e dalla progressiva distribuzione degli aggiornamenti: una differenza importante da conoscere prima di cercarle tra i menu di Google Maps.

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