La stretta è partita davvero. Non più annunci o promesse, ma oscuramenti concreti: in Italia i primi siti porno sono già stati bloccati per non aver rispettato le nuove regole sulla verifica dell’età. E i nomi sono chiari: giochipremium.com e hentai-ita.net, due piattaforme finite nel mirino dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Chi prova ad accedervi oggi si trova davanti a una pagina di stop. Nessun contenuto, nessuna alternativa: l’accesso è stato bloccato via DNS e resterà tale finché i gestori non si adegueranno.
Perché proprio giochipremium.com e hentai-ita.net
Il motivo è semplice ma decisivo: assenza totale di sistemi efficaci per verificare l’età degli utenti. Le nuove norme, introdotte con il decreto Caivano, hanno cambiato le regole del gioco.
Non basta più cliccare su “ho più di 18 anni”. Non bastano avvisi o schermate simboliche. I siti che pubblicano contenuti per adulti devono ora adottare strumenti tecnici concreti e verificabili, in grado di impedire davvero l’accesso ai minori, senza compromettere la privacy.
Nel caso di giochipremium.com e hentai-ita.net, le verifiche hanno confermato che questi sistemi non esistevano. Dopo una diffida ignorata, è arrivata la misura più dura: l’oscuramento.
Un segnale forte: non saranno gli unici
Il blocco dei due siti rappresenta solo l’inizio. L’azione di Agcom, per ora concentrata su piattaforme con base italiana, è destinata ad allargarsi rapidamente.
Per anni il settore ha funzionato con regole minime e controlli praticamente inesistenti. Oggi quel modello è considerato superato e inadeguato, anche a livello europeo.
L’Europa alza il livello dello scontro
Il tema non riguarda solo realtà locali. La Commissione Europea ha già acceso i riflettori su colossi globali come Pornhub, XVideos e XNXX, accusati di non garantire una protezione sufficiente dei minori.
Secondo Bruxelles, i sistemi attuali sono troppo deboli: una semplice autodichiarazione non è una barriera reale. Servono tecnologie più solide, in linea con gli obblighi del Digital Services Act.
Le conseguenze, se le violazioni saranno confermate, potrebbero essere pesanti: multe fino al 6% del fatturato globale.
Non solo porno: sotto pressione anche i social
La stretta si estende anche oltre i siti per adulti. L’Unione Europea ha avviato verifiche su piattaforme come Snapchat, sospettate di non proteggere adeguatamente gli utenti più giovani.
Il messaggio è chiaro: la tutela dei minori online è diventata una priorità assoluta, e nessuna piattaforma può più permettersi zone grigie.
Fine dell’autoregolamentazione
Il caso di giochipremium.com e hentai-ita.net segna un punto di svolta. Per la prima volta, le regole vengono applicate con decisione e senza compromessi.
Non si tratta più di linee guida o raccomandazioni: chi non si adegua rischia di sparire dalla rete italiana. E questo vale per tutti, dai piccoli siti locali fino ai giganti globali. La direzione ormai è tracciata: senza verifica dell’età, non si resta online.