Nel panorama in continua evoluzione dell’intelligenza artificiale, Google sta sperimentando nuove soluzioni per promuovere un utilizzo più consapevole dei chatbot. Tra queste rientra una funzione in fase di test su Gemini, il suo assistente AI, che introduce avvisi automatici per invitare l’utente a fare una pausa dopo sessioni di conversazione particolarmente lunghe.
Secondo quanto emerso, questi promemoria possono includere anche un richiamo esplicito alla natura artificiale dell’interlocutore, ricordando che Gemini non è una persona reale. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre il rischio di un coinvolgimento eccessivo, un tema sempre più discusso man mano che le AI conversazionali diventano più naturali, fluide e capaci di simulare empatia.
La scelta di Google si inserisce in un contesto più ampio di attenzione al benessere digitale, soprattutto per le fasce di utenti più vulnerabili. Negli ultimi anni, infatti, diversi studi e casi di cronaca hanno acceso i riflettori sul possibile attaccamento emotivo ai chatbot, spingendo varie piattaforme a introdurre meccanismi di tutela. Anche altri servizi basati su AI generativa hanno già sperimentato messaggi informativi o limiti soft per scoraggiare un uso eccessivo.
Al momento, però, Google non ha fornito dettagli ufficiali sul funzionamento preciso di questi avvisi. Non è chiaro se l’attivazione dipenda esclusivamente dalla durata della sessione, dal numero di messaggi scambiati o da altri parametri. Allo stesso modo, non sono state comunicate informazioni su eventuali opzioni di personalizzazione o sulla possibilità per l’utente di disattivare o modulare questi promemoria.
Restano aperte anche alcune questioni legate alla trasparenza e alla gestione dei dati, dal momento che qualsiasi sistema di avvisi contestuali richiede una qualche forma di monitoraggio dell’interazione. Su questo fronte, Google non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Nel complesso, l’iniziativa rappresenta un primo segnale di attenzione verso un uso più responsabile dell’intelligenza artificiale conversazionale, ma la sua reale efficacia dipenderà da come verrà implementata. Nelle prossime settimane potrebbero arrivare chiarimenti più concreti da parte di Google, utili per comprendere se questi avvisi diventeranno una funzione stabile di Gemini e con quali garanzie per gli utenti.