Uno smartwatch può sostituire il mouse del computer? Con WearMouse, almeno in alcune situazioni, la risposta è sì. L’app gratuita per Wear OS permette di trasformare un Samsung Galaxy Watch e altri orologi compatibili con il sistema operativo di Google in un vero dispositivo di input Bluetooth, utilizzabile per controllare il cursore di un PC senza installare software aggiuntivo sul computer.
La caratteristica più curiosa è la possibilità di utilizzare i sensori dello smartwatch per controllare il puntatore attraverso i movimenti del polso. Ma WearMouse non si ferma al cosiddetto “gyro mouse”: può trasformare il piccolo display dell’orologio in un touchpad e mette a disposizione anche controlli direzionali e una modalità per l’inserimento del testo.
L’esperienza raccontata da Dibakar Ghosh su How-To Geek, provata con un Galaxy Watch 8 Classic e un PC Windows, evidenzia però come non tutte le funzioni siano ugualmente pratiche. Il touchpad, in particolare, risulta più convincente dei controlli basati sui movimenti.
WearMouse trasforma Galaxy Watch in un mouse
Il funzionamento di WearMouse è relativamente semplice. Dopo aver installato l’app sullo smartwatch tramite Google Play Store, è possibile effettuare l’abbinamento Bluetooth con il computer.
Uno degli aspetti più interessanti è che non serve installare un’applicazione complementare sul PC. WearMouse fa riconoscere lo smartwatch come un normale dispositivo di input Bluetooth, riducendo così i passaggi necessari per iniziare a utilizzarlo.
Una volta completato il pairing, dall’orologio si può scegliere tra differenti modalità di controllo: mouse giroscopico, touchpad, tasti cursore e tastiera.
La compatibilità, inoltre, non sarebbe limitata a Windows. WearMouse può essere utilizzato anche con Linux, macOS, ChromeOS e dispositivi Android, rendendo la soluzione potenzialmente interessante per chi lavora con più piattaforme.
Il mouse controllato con il polso è spettacolare, ma ha un limite
La funzione destinata ad attirare maggiormente l’attenzione è inevitabilmente il controllo giroscopico. Muovendo la mano, il puntatore sullo schermo segue gli spostamenti dello smartwatch. Il risultato ricorda, almeno concettualmente, i sistemi di puntamento utilizzati da alcuni telecomandi e controller.
Nella pratica emerge però un limite importante: i gesti del Galaxy Watch non vengono utilizzati per effettuare i clic. Sarebbe intuitivo, per esempio, associare il gesto delle dita che si pizzicano al clic sinistro e la chiusura del pugno al clic destro.
WearMouse utilizza invece pulsanti visualizzati sul display dell’orologio. Dopo aver posizionato il cursore muovendo il braccio, bisogna quindi toccare lo schermo del Galaxy Watch per effettuare un clic. L’operazione può risultare poco ergonomica: riportare il polso verso di sé rischia di spostare il puntatore, mentre utilizzare l’altra mano rende meno immediato il vantaggio del controllo gestuale.
Il gyro mouse resta quindi una funzione interessante e scenografica, ma non necessariamente quella più efficiente nell’utilizzo quotidiano.
Il piccolo display diventa un touchpad
È la modalità touchpad a risultare più concreta. In questo caso il display dello smartwatch funziona sostanzialmente come il trackpad di un notebook: facendo scorrere il dito sulla superficie si muove il cursore, mentre un tocco permette di effettuare un clic.
Il vantaggio è soprattutto nella familiarità dell’interazione. Non bisogna imparare particolari movimenti del polso e il puntatore può essere controllato con maggiore precisione.
WearMouse offre anche una modalità con tasti direzionali, trasformando l’orologio in una sorta di D-pad. A queste funzioni si aggiunge la possibilità di sfruttare la tastiera dello smartwatch per inviare testo al dispositivo collegato.
Quest’ultima caratteristica sembra però avere ancora bisogno di qualche miglioramento. Durante la prova riportata da How-To Geek, la tastiera remota ha mostrato problemi di stabilità e disconnessioni, sia con la digitazione tradizionale sia utilizzando l’inserimento vocale.
È un limite significativo perché proprio la dettatura potrebbe rappresentare una delle applicazioni più interessanti: pronunciare una frase al Galaxy Watch e vederla comparire direttamente sul PC trasformerebbe l’orologio in un piccolo strumento di produttività.
Non sostituisce il mouse, ma può diventare un ottimo secondo controller
WearMouse difficilmente convincerà qualcuno ad abbandonare un mouse tradizionale. Anche l’idea di controllare il computer a diversi metri di distanza presenta un problema molto semplice: su un normale monitor il puntatore diventa difficile da distinguere da lontano.
Avvicinandosi abbastanza per vederlo chiaramente, invece, spesso ci si trova già a portata del mouse o del trackpad del computer.
Esistono però scenari nei quali avere un secondo dispositivo di puntamento può essere utile. Un esempio è l’assistenza a un’altra persona davanti al PC. Mentre l’utente continua a utilizzare il mouse principale, chi lo sta aiutando può intervenire sullo schermo attraverso il Galaxy Watch, evitando di contendersi fisicamente lo stesso dispositivo.
Lo stesso principio può tornare comodo durante una dimostrazione o quando si vuole semplicemente indicare rapidamente un elemento dell’interfaccia senza prendere il controllo del mouse principale.
WearMouse mostra così un lato meno evidente degli smartwatch moderni. Dispositivi come Galaxy Watch dispongono di display touch, Bluetooth e numerosi sensori, caratteristiche che consentono loro di assumere ruoli molto diversi dal semplice monitoraggio delle notifiche o dell’attività fisica.
Il controllo giroscopico rimane probabilmente la funzione più divertente da mostrare, mentre il touchpad appare quella più adatta a un utilizzo reale. Con un sistema di clic gestuale più evoluto e una maggiore stabilità della tastiera remota, trasformare lo smartwatch in un controller Bluetooth potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice esperimento tecnologico.