Facebook starebbe testando su Instagram la funzionalità di “Watch Party“, che consente ad un gruppo di utenti di poter guardare e commentare insieme lo stesso filmato continuando ad interagire tra di loro (i commenti vengono sovrapposti al video). I video possono essere di qualsiasi tipo, anche live. A rivelare le intenzioni di Facebook di portare su Instagram qualcosa di molto simile alla funzione “Watch Party” di Facebbok è stata l’esperta di reverse engineering Jane Manchun Wong, la stessa che in precedenza aveva scoperto che Facebook stava testando la funzione sui propri Gruppi, anticipando la sua implementazione nel social network nei diversi Paesi.

Una funzione, Watch Party, che ha suscitato un grande successo, con 12 milioni di video visualizzati dai gruppi da luglio a novembre, che ora Facebook sembra voler replicare su Instagram, con indubbi vantaggi anche sul fronte pubblicitario visto il volume di commenti impressionante che questo genere di contenuti è stato in grado di generare in pochi mesi.

Cowatch su Instagram

La nuova feature  potrebbe apparire nella messaggistica Instagram Direct e, come si vede dalla riga di codice mostrata nell’immagine, potrebbe essere chiamata “cowatch“.

Su Instagram l’idea sembra essere quella di consentire agli utenti di guardare contemporaneamente interagendo tra loro le note storie di Instagram, i video, l’Instagram TV (IGTV) o altri contenuti in modo simile a quanto previsto da Watch Party.

Il codice individuato da Jane Manchun Wong si trova proprio nella messaggistica diretta di Instagram e sembrerebbe rende possibile la riproduzione di contenuti da una playlist di Instragram o tramite video suggeriti sempre da Instagram. Non è ancora chiaro se saranno disponibili anche altre funzionalità come picture-in-picture con gli amici, anche Facebook ha testato una funzionalità simile nella sua App Messenger.

Un passo che porterà probabilmente all’integrazione delle applicazioni di messaggistica di Facebook, dando vita ad un’unica piattaforma di messaggistica comune per Instagram, Whatsapp, Messenger e Facebook.

 

Fonte: Jane Manchun Wong