Tomorrow.io ha annunciato DeepSky, un nuovo progetto spaziale pensato per migliorare la qualità e la frequenza delle osservazioni meteorologiche a livello globale. L’iniziativa prevede la realizzazione di una costellazione di satelliti in orbita bassa (LEO), progettata per integrare, e non sostituire, i sistemi meteorologici tradizionali già gestiti da agenzie governative.
L’obiettivo dichiarato è colmare alcune delle principali lacune ancora presenti nelle osservazioni atmosferiche, soprattutto in aree difficili da monitorare come oceani, regioni polari ed emisfero sud. In questi contesti, la scarsità di dati aggiornati rappresenta uno dei limiti strutturali delle previsioni meteo moderne, soprattutto quando si tratta di eventi rapidi e intensi.
A differenza delle architetture basate su pochi satelliti molto complessi, DeepSky segue un approccio “proliferato”: numerosi satelliti di dimensioni più contenute, distribuiti in modo da aumentare il numero di passaggi sullo stesso punto della Terra. Questo consente un revisit rate più elevato, elemento chiave per monitorare l’evoluzione di tempeste, fronti atmosferici e sistemi meteorologici dinamici.
Secondo Tomorrow.io, la costellazione utilizzerà sensori proprietari multi-modali, in grado di raccogliere dati atmosferici e oceanici con maggiore continuità rispetto a molte soluzioni attuali. I dati saranno poi integrati nei modelli previsionali attraverso sistemi avanzati di analisi e machine learning, che beneficiano in modo diretto di flussi informativi più densi e frequenti.
Il progetto si inserisce in una strategia dichiaratamente collaborativa: i dati raccolti da DeepSky dovrebbero affiancare quelli provenienti da satelliti e reti di osservazione pubbliche, contribuendo a rafforzare l’affidabilità delle previsioni in settori critici come aviazione, navigazione marittima, agricoltura e gestione delle emergenze.
Restano però alcune sfide rilevanti. La gestione di una costellazione numerosa in orbita bassa solleva temi legati al traffico spaziale, alla sostenibilità economica dei lanci, alla calibrazione dei dati e alla loro validazione scientifica. Inoltre, la maggiore quantità di informazioni non garantisce automaticamente previsioni più accurate: qualità, integrazione e trasparenza dei processi restano fattori centrali.
Un altro nodo riguarda l’accesso ai dati. Per molti Paesi, in particolare quelli in via di sviluppo, la disponibilità di osservazioni meteorologiche più tempestive potrebbe avere un impatto significativo sulla sicurezza e sulla pianificazione, ma molto dipenderà dalle modalità di condivisione adottate.
DeepSky è ancora in fase di implementazione progressiva. Sarà l’integrazione concreta nei sistemi previsionali globali a determinare se questa nuova architettura riuscirà davvero a incidere sul modo in cui vengono monitorati e anticipati i fenomeni atmosferici estremi.