Negli ultimi giorni, in Danimarca, sta emergendo una forma inedita di protesta digitale legata alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla possibile annessione della Groenlandia. Il malcontento si è tradotto in un forte interesse verso applicazioni che aiutano i consumatori a identificare e, se lo desiderano, evitare prodotti di origine statunitense.
Secondo i dati disponibili, nell’arco di una settimana i download delle app NonUSA e Made O Meter sono cresciuti di circa l’867% rispetto al periodo precedente. Un incremento significativo, che ha portato NonUSA a scalare rapidamente la classifica dell’App Store danese fino al primo posto, mentre Made O Meter si è stabilizzata nelle prime posizioni.
Il fenomeno non nasce come un movimento organizzato in senso stretto, ma come una reazione spontanea diffusa tra i consumatori. Le due app offrono strumenti pratici per orientarsi negli acquisti quotidiani: NonUSA consente di scansionare i codici a barre per individuare l’origine geografica dei prodotti e suggerire alternative locali, con un’attenzione particolare ai mercati nordici. Made O Meter, invece, utilizza un ampio database e il riconoscimento visivo per fornire informazioni sulle filiere produttive e sull’impatto economico delle scelte di consumo.
Alcune narrazioni parlano di cancellazioni di viaggi o disdette di abbonamenti a servizi statunitensi, ma su questi aspetti mancano al momento dati verificabili su larga scala. Più solido, invece, è il segnale culturale: le decisioni di acquisto sono sempre più influenzate da fattori geopolitici e da una crescente attenzione all’origine dei prodotti.
Va anche precisato che, allo stato attuale, non risultano controversie documentate legate alla privacy specifica di queste app, al di là di preoccupazioni generiche che spesso accompagnano strumenti digitali basati sull’analisi dei comportamenti di consumo.
L’impatto economico diretto sulle grandi aziende americane resta per ora limitato, ma il caso danese mostra come la tecnologia possa trasformarsi rapidamente in uno strumento di espressione politica quotidiana. Resta da capire se si tratti di una reazione temporanea o dell’inizio di un cambiamento più strutturale nel modo di consumare.