Dalla Luna a Instagram: perché la NASA porterà gli smartphone in orbita

Con l’approvazione degli smartphone a bordo delle missioni spaziali, la NASA cambia strategia comunicativa.
Dalla Luna a Instagram: perché la NASA porterà gli smartphone in orbita

NASA ha annunciato un cambio di rotta significativo per il modo in cui gli astronauti potranno documentare e vivere le missioni spaziali. Secondo quanto scritto dall’amministratore Jared Isaacman sul suo profilo ufficiale su X, “Gli astronauti della NASA voleranno presto con gli smartphone di ultima generazione, a partire dalla missione Crew-12 e Artemis II”. L’obiettivo è chiaro: fornire agli equipaggi strumenti moderni per catturare momenti speciali per le loro famiglie e condividere immagini e video ispiratori con il mondo.

La novità segna la prima volta in cui smartphone di ultima generazione, inclusi iPhone e dispositivi Android moderni, sono stati ufficialmente qualificati per volare nelle missioni NASA a bordo di veicoli spaziali certificati. Fino a oggi, gli astronauti potevano portare con sé fotocamere dedicate, tablet e altri dispositivi, ma l’uso di smartphone come strumenti di ripresa e condivisione è una svolta nelle regole operative dell’agenzia spaziale.

Perché gli smartphone

La decisione nasce da una volontà di modernizzare e semplificare: le fotocamere professionali tradizionali, come i vecchi modelli DSLR o videocamere dedicate, offrono qualità ma mancano di versatilità. Gli smartphone, con sensori avanzati, stabilizzazione e strumenti di editing integrati, permettono scatti e video più spontanei, immediati e di alta qualità – elemento importante per la divulgazione e per il legame con il pubblico terrestre.

In più, Isaacman afferma che NASA ha sfidato processi consolidati per qualificare l’hardware moderno “on an expedited timeline”, ovvero con una tempistica accelerata rispetto agli standard tradizionali, per supportare la ricerca scientifica e l’esplorazione sia in orbita che sulla superficie lunare.

Non solo selfie: opportunità e rischi

L’uso di smartphone in orbita o durante un sorvolo lunare può offrire contenuti visivi senza precedenti e rendere le missioni più umane e accessibili. Per una generazione abituata alla fotografia da smartphone, vedere immagini di Terra o Luna catturate con dispositivi consumer può aumentare l’interesse verso l’esplorazione spaziale.

Detto ciò, non mancano criticità da considerare:

  • Sicurezza e interferenze: anche se ammessi, gli smartphone non sostituiranno i sistemi di comunicazione o i computer di bordo critici. È fondamentale che non interferiscano con l’elettronica sensibile della navicella o con le radio.
  • Aggiornamenti e software: il continuo aggiornamento dei sistemi operativi potrebbe introdurre vulnerabilità o incompatibilità non previste in un ambiente in cui un bug può costare caro.
  • Condizioni estreme: radiazioni, vuoto e temperature estreme richiedono che i dispositivi superino specifiche certificazioni per l’uso spaziale.

In sostanza, la NASA sta aprendo la strada a un nuovo standard di integrazione tra tecnologia consumer e volo spaziale. Il prossimo lancio di Crew-12 verso la Stazione Spaziale Internazionale e la missione Artemis II, con il ritorno di astronauti oltre l’orbita terrestre bassa, saranno fondamentali per testare questa novità nella pratica.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti