Se ne sta parlando da molte ore. Protagonista della cronaca l’ultimo attacco alla pirateria streaming della Polizia di Stato che ha scoperto e bloccato una rete globale impegnata nella distribuzione illegale di contenuti protetti da copyright. Un grosso colpo al mondo di IPTV e Pezzotto illegali.
Nello specifico, come si legge dal comunicato ufficiale delle Forze dell’Ordine, l’indagine denominata Switch off “ha consentito di acquisire indizi di colpevolezza nei confronti dei 31 componenti di un gruppo criminale organizzato a carattere transnazionale, accusati della diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, accesso abusivo a un sistema informatico, frode informatica, intestazione fittizia di beni e riciclaggio“.
Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha dichiarato: “Desidero ringraziare la Procura Distrettuale di Catania e la Polizia Postale per l’operazione Switch Off, che conferma ancora una volta come la pirateria sia parte integrante di sistemi di criminalità organizzata su scala internazionale. Questa indagine mostra chiaramente come gli utenti di questi servizi illegali, oltre a rischiare di essere individuati e sanzionati, alimentino business criminali e si espongano a pericoli di cybersicurezza di cui spesso non sono consapevoli“.
Quali sono però le conseguenze per gli utenti scoperti a usufruire dei contenuti di pirateria streaming?
Multe in arrivo per i clienti della pirateria streaming
Nonostante “indagati hanno adottato strategie avanzate di anonimizzazione che si sono concretizzate in una serie di operazioni, quali l’investimento in criptovalute, l’intestazione fittizia di beni e la costituzione di società fittizie, in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei proventi e si sono resi responsabili di frode fiscale attraverso il regime nelle transazioni intracomunitarie“, “Gli investigatori hanno analizzato i numerosi dati acquisiti dai sequestri dei dispositivi e delle apparecchiature, dal monitoraggio della rete e analisi dei flussi, nonché delle informazioni acquisite dalle fonti aperte e dai sistemi di messaggistica oltre al tracciamento delle transazioni finanziarie, soprattutto in criptovalute“.
Ciò vuol dire che tutti gli utenti scoperti dalla Polizia di Stato a utilizzare servizi di pirateria streaming, IPTV e Pezzotto rischiano sanzioni amministrative da un minimo di 154 euro fino a un massimo di 5000 euro. Solitamente la prima sanzione è di 154 euro come “avvertimento”. Se l’utente viene scoperto di nuovo allora la multa potrebbe raggiungere importi molto più elevati, fino addirittura a 5000 euro.