È terminata la fase di sperimentazione partita lo scorso maggio alla quale hanno preso parte le principali società di telecomunicazioni italiane, di rete fissa e mobile, per la condivisione di un hot-spot Wi-Fi tramite il quale rendere disponibili al pubblico i propri rispettivi servizi.

Secondo quanto reso noto dalla Fondazione Ugo Bordoni, che ha coordinato la sperimentazione anche grazie alla collaborazione di Cisco Systems come partner tecnologico, hanno consentito di evidenziare come la presenza di operatori WISP con caratteristiche completamente diverse (quali Telecom Italia, Fastweb, Colt, Nocable e Megabeam per i fissi, Vodafone, Tim e Wind per i mobili, e Telespazio per i satellitari) possano tranquillamente coesistere ed offrire i propri servizi, anche in modalità di roaming, alla clientela garantendo gli stessi requisiti di qualità che sono soliti offrire per tecnologie d’accesso diverse dal Wi-Fi ed il rispetto delle norme regolamentari sancite dal decreto del 28 maggio 2003 sulla regolamentazione dei servizi Wi-Fi ad uso pubblico.

L’architettura sperimentata – si legge in un comunicato – potrà essere replicata in tutte le situazioni opportune, rappresentando così un esempio di sperimentazione, forse unico al mondo, in cui la collaborazione tra soggetti anche concorrenziali, non limita ma, piuttosto, consente di ottenere risultati applicativi a esclusivo vantaggio del consumatore finale.