Il Canone Rai è tra le imposte italiane più discusse e controverse di sempre. Molti credono che sia da pagare per fruire dei servizi radiotelevisivi firmati Rai. In realtà la cosa è un po’ differente. In pratica, si tratta di un’imposta sulla detenzione. In altre parole, tu paghi questa tassa per il semplice fatto di possedere un apparecchio in grado di ricevere trasmissioni televisive tramite sintonizzatore digitale terrestre o parabola satellitare.
Quindi non importa cosa tu guardi. Potresti non selezionare una sola volta durante l’anno un canale Rai. Di contro, il semplice fatto di possedere uno smartphone, un tablet o un computer non obbliga al pagamento del canone nonostante li utilizzi per guardare la televisione tramite internet, come RaiPlay, Infinity, Discovery+ e altro.
Chi e come dobbiamo pagare il Canone Rai quest’anno? Nonostante le polemiche non hanno raggiunto i livelli dei due anni passati, con false promesse su un possibile annullamento, anche il 2026 sarà un anno controverso. Vediamo insieme le novità, se ci saranno, di quest’anno in merito a questa tassa tanto odiata da molti.
Come pagheremo il Canone Rai nel 2026
Come riportato dai colleghi de il Sole 24 Ore, il Canone Rai non cambierà per tutto il 2026. In pratica, le regole saranno le stesse dello scorso anno. Nessuna riduzione dell’imposta da pagare che anche quest’anno sarà quindi di 90 euro annuali. Non cambia nemmeno la modalità di pagamento con addebito direttamente all’interno della bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione principale.
L’importo verrà suddiviso in 10 rate mensili durante le quali verranno addebitati 9 euro da gennaio a ottobre 2026. Esistono però alcune circostanze particolari che permettono di non pagare il canone. Si tratta di chi non detiene un apparecchio con sintonizzatore in nessuna abitazione di sua proprietà o di cui è affittuario.
I cittadini che non detengono un apparecchio televisivo e sono intestatari di un contratto di energia elettrica residenziale possono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione per evitare l’addebito in bolletta. Per ottenere l’esonero è necessario che nessun componente della famiglia anagrafica detenga un apparecchio televisivo.
Non solo chi non possiede un apparecchio radiotelevisivo può evitare di pagare questa tassa. Infatti, anche gli ultrasettantacinquenni con reddito basso possono richiedere l’esonero.
I cittadini che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti), possono presentare una dichiarazione sostitutiva (sezione I dell’apposito modello) con cui attestano il possesso dei requisiti per essere esonerati dal pagamento del canone TV.