Pepenode è un nuovo progetto in prevendita che vuole rendere il mining accessibile, attraverso server virtuali basati sul protocollo Proof-of-Stake.
L’iniziativa propone un modello diverso da quello tradizionale legato agli ASIC o al mining tramite GPU, puntando su soluzioni più accessibili e su un ecosistema costruito attorno al token PEPENODE.
Un modello di “mining virtuale”
Negli ultimi anni, il mining di criptovalute è diventato un’attività sempre più complessa: richiede macchinari costosi, un’elevata conoscenza tecnica e consumi energetici che solo grandi operatori possono sostenere.
Pepenode parte da questa premessa proponendo un sistema alternativo basato sul Proof-of-Stake di Ethereum.
In pratica, l’utente non deve gestire hardware fisico: il progetto permette di creare server di mining virtuale che operano come nodi PoS potenziati, generando ricompense sotto forma di meme coin.
Il processo è pensato per essere più semplice rispetto al mining convenzionale, con una barriera d’ingresso inferiore e senza le problematiche legate ai costi energetici o alla manutenzione degli impianti.
Il ruolo del token PEPENODE all’interno dell’ecosistema
Il token PEPENODE svolge una funzione operativa centrale: viene utilizzato per potenziare i nodi virtuali e aumentarne la possibilità di generare ricompense passive.
Il meccanismo introduce una dinamica di utilizzo chiara e legata al funzionamento stesso della piattaforma.
L’idea è creare un sistema in cui il token non sia solo un asset speculativo, ma uno strumento necessario per far crescere i nodi e accedere a livelli più competitivi di rendimento nel tempo.
Un prezzo di presale competitivo
Il token PEPENODE è attualmente in presale a un valore più contenuto rispetto alle possibili quotazioni future.
In generale, alcuni investitori stanno valutando progetti early-stage come strumento per diversificare il wallet con costi iniziali inferiori.
La presale permette di esporsi a un valore fisso, evitando la volatilità immediata dei mercati una volta avviato il trading sugli exchange.
Bassa capitalizzazione e potenziale di crescita
Essendo un progetto in fase iniziale, PEPENODE è un token a bassa capitalizzazione, con un margine teorico di crescita più ampio rispetto ai progetti consolidati.
Questo comporta naturalmente un rischio maggiore, ma anche la possibilità di performance più rapide nel breve periodo se il mercato dovesse reagire positivamente al lancio.
Nel medio-lungo termine, la solidità del progetto dipenderà dalla capacità del team di sostenere lo sviluppo tecnologico, ampliare le funzioni del mining virtuale e costruire una community attiva.
Un meccanismo di burning per controllare l’offerta
Il progetto prevede una componente deflazionistica rilevante: il 70% dei PEPENODE utilizzati per potenziare i nodi verrà bruciato, riducendo progressivamente l’offerta circolante.
Un modello di burning di questo tipo tende, nel tempo, a diminuire la disponibilità del token, creando potenzialmente condizioni più favorevoli alla domanda.
Si tratta di un elemento che può incidere sul valore a lungo termine, specialmente se l’utilizzo dei nodi virtuali dovesse aumentare.
Per maggiori informazioni su come comprare Pepenode è possibile leggere questa guida.
In collaborazione con ClickOutMedia
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