Cina: doppio fallimento nello spazio con Ceres-2 e Lunga Marcia 3B

La Cina subisce doppio fallimento spaziale con Ceres-2 e Lunga Marcia 3B. Analisi dei problemi tecnici e impatto sulla strategia spaziale cinese.
Cina: doppio fallimento nello spazio con Ceres-2 e Lunga Marcia 3B

Nelle ultime 24 ore, la scena spaziale internazionale ha assistito a un evento raro: un doppio fallimento lanci spaziali ha colpito la Cina, con due vettori distinti che hanno mancato i rispettivi obiettivi a distanza di poche ore. Questi incidenti, che hanno coinvolto il collaudato Lunga Marcia 3B e il più innovativo Ceres-2, mettono sotto i riflettori la resilienza e la capacità di adattamento del programma spaziale cinese, che continua la sua corsa nonostante gli ostacoli.

Il primo episodio si è verificato il 16 gennaio, quando il Lunga Marcia 3B, una delle colonne portanti dei lanci nazionali e simbolo dell’affidabilità cinese, è decollato dallo Xichang Satellite Launch Center trasportando il prezioso satellite Shijian-32. Questo satellite sperimentale, destinato a missioni di osservazione e sviluppo tecnologico, avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore passo avanti nelle capacità orbitali della Cina. Tuttavia, un malfunzionamento al terzo stadio ha compromesso irrimediabilmente la missione, causando la perdita del carico e interrompendo una lunga serie di successi per il vettore.

Poche ore più tardi, il 17 gennaio alle 5:08, è stata la volta del Ceres-2, lanciato dal Jiuquan Satellite Launch Center dalla compagnia privata Galactic Energy. Questo vettore rappresenta la nuova generazione dei lanciatori commerciali cinesi, pensati per una maggiore flessibilità e rapidità operativa. Con una massa al decollo di circa 100 tonnellate e un diametro di 3,35 metri, il Ceres-2 si distingue per la sua configurazione a quattro stadi: i primi tre alimentati a propellente solido e l’ultimo a propellente liquido. Tale architettura è stata progettata per garantire prestazioni elevate sia da piattaforme terrestri che da navi, con una capacità di trasporto di 1,6 tonnellate in orbita terrestre bassa e 1,3 tonnellate in orbita eliosincrona, risultando ideale per il mercato dei piccoli satelliti e delle costellazioni satellitari.

Il volo del Ceres-2 si è concluso in modo drammatico a causa di un malfunzionamento al primo stadio, che ha reso necessaria l’attivazione del Flight Termination System e l’autodistruzione del razzo poco dopo il decollo. Questo incidente, oltre a rappresentare un duro colpo per Galactic Energy, ha acceso i riflettori sulle sfide tecnologiche che le nuove realtà private devono affrontare per competere su scala globale.

Coincidenze significative

Curiosamente, una coincidenza ha reso ancora più significativa questa sequenza di eventi: solo pochi giorni prima, anche il vettore indiano PSLV, noto per la sua affidabilità, aveva subito un guasto proprio al terzo stadio. Sebbene non vi sia alcuna connessione diretta tra i sistemi indiano e cinese, la ripetizione di problemi simili ha sollevato interrogativi su eventuali criticità comuni nei sistemi propulsivi di questa generazione di razzi. L’attenzione si concentra ora sulla qualità dei materiali e sulla progettazione dei motori, specialmente per quanto riguarda la transizione tra propellente solido e propellente liquido, una delle fasi più delicate per i vettori moderni.

Nonostante questi insuccessi, la Cina non ha interrotto il proprio slancio. Lo stesso giorno dei due incidenti, il Lunga Marcia 12 ha portato a termine con successo una missione, confermando la capacità di Pechino di reagire rapidamente e mantenere alta la frequenza dei lanci. Nel solo 2025, il programma spaziale cinese ha già superato i 90 lanci, segno di una strategia basata sulla diversificazione tra vettori governativi e commerciali. Questo approccio garantisce continuità operativa e permette di gestire con maggiore flessibilità eventuali imprevisti tecnici.

L’obiettivo a breve termine di Pechino è chiaro: sviluppare una nuova generazione di razzi riutilizzabili, puntando a ridurre drasticamente i costi di accesso allo spazio e colmare il divario con i giganti occidentali come SpaceX. La concorrenza con gli Stati Uniti resta serrata, soprattutto sul fronte dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità economica delle missioni. La Cina investe risorse crescenti nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie avanzate, consapevole che la leadership nello spazio passa anche dalla capacità di imparare dagli errori e trasformarli in opportunità di crescita.

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