Chrome elimina Manifest V2: cosa succede agli ad blocker

Google elimina gli ultimi riferimenti a Manifest V2 in Chrome: cambia il futuro degli ad blocker come uBlock Origin.
Chrome elimina Manifest V2: cosa succede agli ad blocker

Google sta completando una delle transizioni più controverse della storia recente di Chrome. Con l’arrivo delle versioni 150 e 151 del browser, l’azienda rimuoverà definitivamente gli ultimi elementi di compatibilità con Manifest V2, l’architettura che per anni ha consentito il funzionamento delle estensioni più potenti per il blocco della pubblicità. La decisione rappresenta l’atto finale di un processo iniziato anni fa e che avrà conseguenze importanti per milioni di utenti che utilizzano strumenti come uBlock Origin.

Addio definitivo a Manifest V2

Google aveva già avviato il pensionamento di Manifest V2 nel 2024, disabilitando progressivamente le estensioni basate sulla vecchia piattaforma. Tuttavia, fino ad oggi erano rimasti alcuni meccanismi e porzioni di codice che consentivano agli utenti più esperti di continuare a utilizzare alcune estensioni legacy attraverso soluzioni alternative.

Secondo quanto riportato da Android Police, questi ultimi spiragli stanno per essere chiusi definitivamente. Le future versioni di Chrome elimineranno ogni riferimento residuo a Manifest V2, rendendo impossibile il funzionamento delle estensioni che non sono state aggiornate al nuovo standard Manifest V3.

La conferma arriva anche dagli sviluppatori del progetto Chromium. Devlin Cronin, ingegnere coinvolto nello sviluppo del browser, ha spiegato che mantenere il supporto alle vecchie API comporta problemi di sicurezza, debito tecnico e costi di manutenzione sempre più elevati.

La migrazione a Manifest V3 è stata presentata da Google come un aggiornamento necessario per migliorare sicurezza, privacy e prestazioni delle estensioni. Il nuovo modello limita infatti alcune API considerate potenzialmente rischiose e riduce le possibilità di abuso da parte di componenti aggiuntivi malevoli.

Tuttavia, la novità ha generato forti critiche da parte della comunità degli sviluppatori e delle organizzazioni impegnate nella tutela della privacy. Il punto più contestato riguarda la sostituzione della potente API WebRequest con il sistema DeclarativeNetRequest, che impone maggiori restrizioni sulle modalità con cui le estensioni possono filtrare e modificare il traffico web.

Per molti osservatori, questo cambiamento riduce la flessibilità degli ad blocker più avanzati e rende più difficile contrastare tecniche sofisticate di tracciamento e anti-adblocking. Non a caso, il passaggio a Manifest V3 è stato spesso interpretato come uno scontro tra le esigenze degli utenti e gli interessi pubblicitari di Google, leader mondiale nel mercato dell’advertising online.

Che fine farà uBlock Origin

L’estensione simbolo di questa vicenda è senza dubbio uBlock Origin, considerata da molti il miglior ad blocker disponibile per Chrome. La sua versione tradizionale è basata su Manifest V2 e non può funzionare pienamente all’interno delle limitazioni imposte dal nuovo sistema.

Per questo motivo il suo sviluppatore ha realizzato uBlock Origin Lite, una variante compatibile con Manifest V3. Sebbene mantenga gran parte delle funzionalità principali, presenta alcune limitazioni nella gestione dei filtri avanzati e nel contrasto ai sistemi che cercano di aggirare il blocco delle pubblicità.

Gli utenti devono davvero preoccuparsi?

La risposta non è univoca. Da un lato, numerosi utenti e sviluppatori sostengono che gli ad blocker basati su Manifest V3 siano meno efficaci in determinati scenari. Dall’altro, alcune ricerche accademiche recenti suggeriscono che le principali estensioni siano riuscite ad adattarsi al nuovo framework mantenendo livelli di protezione molto vicini a quelli delle versioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda il blocco di pubblicità e tracker.

Resta però il fatto che Chrome si prepara a chiudere definitivamente un capitolo durato oltre un decennio. Con la rimozione degli ultimi riferimenti a Manifest V2, il browser più utilizzato al mondo entrerà in una nuova fase, nella quale tutte le estensioni dovranno necessariamente conformarsi alle regole imposte da Manifest V3.

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