ChatGPT Pro a 103€: più potenza e Codex potenziato, ma il prezzo fa discutere

OpenAI lancia ChatGPT Pro da 100$: più Codex e modelli avanzati. Ma il prezzo lo rende davvero per pochi utenti
ChatGPT Pro a 103€: più potenza e Codex potenziato, ma il prezzo fa discutere

OpenAI ha introdotto un nuovo livello di abbonamento per ChatGPT: si chiama Pro e costa 100 dollari al mese negli Stati Uniti. In Europa, il prezzo può arrivare a circa 103 euro IVA inclusa, a seconda della localizzazione.

Il nuovo piano si rivolge a chi utilizza ChatGPT in modo intensivo, soprattutto per attività di sviluppo. Tra i principali vantaggi:

  • accesso ai modelli più avanzati, inclusi quelli della famiglia GPT-5.x
  • utilizzo molto più ampio rispetto al piano Plus
  • capacità estese per le attività di coding tramite Codex
  • limiti più elevati per sessioni lunghe e complesse

Secondo quanto comunicato da OpenAI, in fase di lancio è previsto anche un incremento temporaneo fino a 10 volte dell’utilizzo di Codex rispetto al piano Plus, pensato per sostenere carichi di lavoro più impegnativi.

È importante chiarire un punto: questo nuovo Pro non è un piano intermedio tra Plus ed Enterprise, come spesso viene riportato.

La struttura dell’offerta resta infatti divisa tra:

  • piani individuali (Free, Plus, Pro)
  • piani business (Business, Enterprise)

Il nuovo Pro si inserisce quindi come evoluzione della proposta per utenti singoli avanzati, non come soluzione aziendale.

Il salto rispetto al piano Plus è significativo soprattutto per:

  • sviluppatori che lavorano su progetti complessi
  • chi utilizza intensivamente il coding assistito
  • professionisti che hanno bisogno di sessioni lunghe e continue

Per un utilizzo più leggero o occasionale, invece, Plus resta più che sufficiente, rendendo difficile giustificare il costo più elevato del Pro.

Dal punto di vista strategico, la mossa di OpenAI appare coerente: rafforzare la fascia premium con utenti disposti a pagare per prestazioni superiori.

Resta però il nodo del prezzo. In un mercato sempre più competitivo – tra alternative open source e piattaforme concorrenti – la differenza di costo può diventare un fattore critico, soprattutto per freelance e piccoli team.

Inoltre, le ipotesi su una possibile IPO nei prossimi anni (riportate da alcune fonti) restano al momento non confermate ufficialmente e vanno trattate come scenari, non come fatti.

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