Ci siamo, è il grande giorno: questa sera a Zenica, in Bosnia, l’Italia si giocherà la qualificazione ai Mondiali 2026 nella finale playoff contro la Nazionale di casa guidata da Edin Dzeko. La partita sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e in streaming su RaiPlay alle ore 20:45, con la telecronaca di Alberto Rimedio e il commento tecnico di Lele Adani; per chi si trova all’estero, la soluzione arriva dal servizio VPN come Surfshark (ora in offerta), che permette di superare il blocco geografico imposto dai provider di rete.
Inutile girarci intorno, si tratta di una partita storica per la Nazionale italiana di calcio, che non partecipa ai Mondiali dal 2014, quando sulla panchina sedeva il commissario tecnico Cesare Prandelli: in Brasile arrivò una cocente eliminazione al primo turno, in seguito alla sconfitta per 1-0 contro l’Uruguay quando sarebbe bastato un pareggio per la qualificazione agli ottavi. Ed ecco perché è importante ricordare gli scenari dopo i 90 minuti di stasera, sia in caso di vittoria che nell’eventualità di una nuova sconfitta.
Di nuovo ai Mondiali dopo 12 anni (se vinciamo)
Battere la Bosnia oggi sancirebbe il ritorno dell’Italia ai Mondiali di calcio dopo 12 anni dall’ultima volta e a distanza di 20 anni esatti dalla vittoria dell’ultimo Mondiale (2006). In caso di vittoria gli azzurri entrerebbero a far parte del Gruppo B insieme a Canada, Qatar e Svizzera, un girone dunque non impossibile nonostante la presenza della Svizzera, la stessa Nazionale che due anni fa eliminò la Nazionale di Luciano Spalletti agli ottavi di finale degli Europei.
Se ne riparla per il 2030 (se perdiamo)
Durante la conferenza stampa di lunedì, il ct Gennaro Gattuso ha parlato di “mazzata” in caso di mancata qualificazione ai Mondiali di quest’estate. Uno scenario da incubo, che si presenterebbe in caso di sconfitta nei novanta minuti regolamentari o ai supplementari/rigori nell’eventualità la partita terminasse in parità dopo i primi 90 minuti; in tal caso se ne riparlerebbe per il 2030, anno in cui si giocheranno i prossimi Mondiali di calcio, cancellando definitivamente i sogni di un’intera generazione di calciatori azzurri che non hanno mai disputato un Mondiale.