Bloccare i social media ai bambini? Cosa dicono gli esperti

Scopri cosa pensano gli esperti in merito all'idea dell'Europa di bloccare i social media ai bambini inserendo limiti di età per l'accesso.

L’Europa ha iniziato una corsa ai limiti di età circa quelle applicazioni che sono identificate come potenzialmente pericolose per chi non si trova in una determinata fascia di età reputata sicura. In merito a questo si è anche parlato di bloccare i social media ai bambini. Cosa ne pensano veramente gli esperti? Come testimoniato da numerose prove, questi sono dannosi per la salute mentale dei più piccoli.

Nonostante ciò, secondo gli esperti “i metodi che stiamo cercando di adottare per bloccarli o vietarli sembrano causare più danni che benefici“. Cosa intendono? In pratica, metodi come limiti di età, coprifuoco e blocchi parziali sembrano soluzioni definitive sulla carta. Tuttavia, si tratta di “un sistema disordinato, facile da aggirare e rischia di spostare il problema anziché risolverlo“.

I ricercatori di Malwarebytes hanno dichiarato: “La maggior parte di queste misure si basa su sistemi di verifica dell’età che non sono mai stati progettati per gestire questo tipo di pressione. Le ricerche che analizzano i flussi di registrazione delle principali piattaforme dimostrano ciò che ogni adolescente già sa: non è difficile mentire sulla propria data di nascita, prendere in prestito i dati di un amico più grande o passare a un servizio che si trova appena al di fuori del mirino delle normative attuali“.

I social media sono sempre dannosi per i bambini e quindi da bloccare?

La domanda che molti si pongono è se i social media siano sempre dannosi per i bambini e quindi da bloccare nella loro totalità. Sempre Malwarebytes ha spiegato che studi e analisi di esperti hanno confermato che scorrere senza fine video cruenti e contenuti non adatti fino a notte inoltrata non fa bene ai più giovani, aumenta lo stress e non permette un riposo adeguato per la loro età.

Nondimeno, i social media permettono anche di creare chat di gruppo per fare i compiti, divertirsi guardando dei meme e tenersi in contatto con amici e parenti che vivono lontano. Gli studiosi riconoscono quindi che i social media “possono contribuire all’ansia, alla depressione e a un sonno di scarsa qualità“, ma possono anche “fornire sostegno, connessione e un senso di appartenenza, specialmente per gli adolescenti che si sentono isolati nella vita reale“.

Nessuna legge, regolamentazione o sistema di verifica dell’età potrà mai conoscere un figlio bene come i genitori. È di questi ultimi il ruolo cardine che permetterà ai più giovani di fruire in modo equilibrato della tecnologia oggi disponibile e anche dei contenuti adatti alla loro età.

Fonte: Malwarebytes

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