OpenAI non si ferma più: arrivano gli auricolari di ChatGPT

OpenAI presenterà nel 2026 un dispositivo hardware chiamato “Sweetpea”: auricolari smart con ChatGPT integrato e funzionalità offline.
OpenAI non si ferma più: arrivano gli auricolari di ChatGPT

OpenAI​‍​‌‍​‍‌​‍​‌‍​‍‌​‍​‌‍​‍‌ ha svelato la sua tabella di marcia e confermato ufficialmente che il suo primo device hardware arriverà nella seconda metà del 2026. Lo ha riferito il Global Affairs Lead di OpenAI, Chris Lehane, a Davos, citato da Reuters, per il quale il progetto procede “regolarmente per una presentazione verso fine 2026”.

Se ne sta parlando poco dopo la notizia della mega partnership da 6,5 miliardi di dollari siglata da OpenAI con io, la startup fondata dal designer Jony Ive, dello scorso anno.

Il primo device hardware di OpenAI dovrebbe concretamente tradursi in un paio di auricolari che in azienda chiamano “Sweetpea”. Sam Altman li ha descritti come un po’ più “easy” di uno smartphone, lasciando quindi intendere che non avranno uno schermo (ma va?!).

Cosa sappiamo sul progetto di OpenAI

Secondo quanto rivelato finora, “Sweetpea” dovrebbe avere un case metallico a forma di uovo e dei moduli dalla forma allungata che si posizionano dietro l’orecchio, pensati per essere indossati tutto il giorno in modo comodo.

Tecnicamente le cuffiette dovrebbero integrare un chip a 2nm, come i processori Exynos di Samsung, per intendersi, in grado di svolgere attività di intelligenza artificiale direttamente sul device. Si parla di più microfoni, altoparlanti e di un’integrazione di ChatGPT che funzionerebbe anche offline. Il device sarebbe in grado di gestire comandi vocali come quelli di Siri e una serie di task legate all’audio. La produzione, a quanto pare, sarebbe affidata a Foxconn.

Sarà più comodo “ascoltare” ChatGPT

L’idea di Sweetpea è quella di un assistente intelligente sempre acceso che può ricordarti di fare qualcosa, tradurre una frase, darti un suggerimento basato su ciò che ti capita nella giornata. Il prodotto è soprattutto per chi già utilizza degli auricolari wireless e vuole interagire con l’intelligenza artificiale in modo più naturale, senza dover sempre guardare lo schermo del telefono.

Con questo progetto OpenAI si affianca a Meta e Google per entrare nel mercato dei wearable. Non è detto, però, che la partnership tra il design di Jony Ive e la potenza di ChatGPT possa davvero fare la differenza. L’azienda californiana ha fissato un target di vendita tra 40 e 50 milioni di unità nel primo anno, un obiettivo davvero ambizioso per un prodotto di prima generazione soprattutto se si guardano i flop di alcuni device simili. In ogni caso OpenAI sembra determinata a portare l’intelligenza artificiale fuori dagli schermi e dentro le nostre… orecchie.

Fonte: Phandroid

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