La tua auto potrebbe finire sotto l’attacco dei cybercriminali durante questo 2026. Sono stati gli esperti di sicurezza informatica di Kaspersky a lanciare l’allarme. I criminali potrebbero riuscire a prendere il controllo del tuo veicolo grazie alle nuove tecnologie e al fatto che sempre più funzionalità smart vengono integrate nei nuovi mezzi di trasporto.
Artem Zinenko, Head di Kaspersky ICS CERT Vulnerability Research and Assessment, ha spiegato: “È importante sottolineare che alcune case automobilistiche hanno iniziato a concentrarsi sulla sicurezza informatica, dimostrando un elevato senso di responsabilità e preparandosi attivamente ad affrontare un’ampia gamma di minacce“.
“Lavoriamo a stretto contatto con queste aziende, conducendo regolarmente audit di sicurezza su loro richiesta e contribuendo così ad aumentare il livello di sicurezza lungo l’intera supply chain, dai produttori agli utenti finali“, ha precisato Zinenko. Nonostante tutto questo gli attacchi al settore automotive e alle auto continuano e i cybercriminali continuano ad aggiornarsi per essere sempre più efficaci.
Furto di auto 2026 e cybercriminali: se è smart non sempre è più sicura
Spesso associamo il fatto che un’auto sia sicura perché di ultima generazione, ma essendo smart diventa un’ottima preda per i cybercriminali. Gli attori di questi attacchi sfruttano i punti deboli dell’architettura delle automobili per rubarle. Come succede per sistemi operativi e applicazioni, anche in questo caso gli hacker continueranno a sfruttare errori di implementazioni e vulnerabilità per sottrarre i veicoli.
Questo perché, come spiegano i ricercatori di Kaspersky, “la produzione globale di veicoli moderni e altamente computerizzati, dotati di numerose unità di controllo elettronico (ECU), è in costante aumento“. Gli esperti hanno anche aggiunto: “I moderni sistemi informatici integrati nei veicoli sono collegati direttamente o indirettamente a Internet, rendendo gli attacchi contro di essi una questione di tempo“.
Affinché le auto moderne siano resistenti agli attacchi dei cybercriminali “devono integrare principi di sicurezza fin dalle fasi di progettazione e sviluppo, così da mitigare alcuni rischi e ridurre al minimo la probabilità di sfruttamento“.