A partire dal 2026, tutte le famiglie italiane che beneficiano dell’Assegno unico universale dovranno prestare massima attenzione alle nuove regole sul rinnovo della documentazione economica. La mancata presentazione dell’ISEE 2026 entro la scadenza ISEE febbraio rischia di tradursi in una drastica riduzione dell’importo mensile percepito: si parla di soli 58 euro per ciascun figlio a carico, contro i più di 200 euro destinati ai nuclei con redditi più bassi. Le novità, introdotte dalla recente legge di Bilancio e attuate dall’INPS, ridisegnano completamente il panorama dei sostegni familiari, imponendo una nuova attenzione alle tempistiche e alle modalità di aggiornamento dell’ISEE.
Nuovo calendario dei pagamenti e scadenze da non dimenticare
Il 2026 segnerà una svolta importante nella gestione dei contributi per i figli a carico. I pagamenti di gennaio e febbraio saranno ancora calcolati sull’ISEE valido fino al 31 dicembre 2025, garantendo la continuità degli importi percepiti fino a quel momento. Tuttavia, dal mese di marzo, l’INPS applicherà le nuove regole: chi non avrà provveduto a rinnovare ISEE riceverà esclusivamente l’importo minimo Assegno unico di 58 euro mensili per ogni figlio.
Fondamentale, quindi, presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica entro il 28 febbraio 2026 per evitare penalizzazioni. Per chi dovesse ritardare, resta una seconda finestra: presentando l’ISEE entro il 30 giugno, si avrà diritto al ricalcolo e agli arretrati marzo e mesi successivi. Oltre questa data, invece, la perdita delle somme sarà definitiva per l’anno in corso.
Soglie e importi aggiornati: le novità per le famiglie
Un altro aspetto rilevante riguarda le soglie ISEE rivalutate, che tengono conto dell’inflazione con un incremento dell’1,4%. In questo modo, l’importo massimo Assegno unico potrà arrivare a 203,81 euro al mese per ogni figlio in nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro, mentre l’importo minimo Assegno unico è fissato a 59,83 euro per chi supera i 46.230,35 euro di ISEE o non presenta alcuna attestazione aggiornata.
Nuove modalità di calcolo: vantaggi per chi possiede la casa
Una delle innovazioni più significative riguarda il modo in cui viene considerata l’abitazione principale ISEE. La nuova metodologia di calcolo valorizza in modo più favorevole la casa di proprietà, consentendo a molte famiglie di rientrare in fasce reddituali più vantaggiose rispetto al passato. Questo si traduce in importi maggiori per chi, pur possedendo un’abitazione, non ha altri redditi rilevanti.
Come rinnovare l’ISEE e a chi rivolgersi
Per agevolare i cittadini, l’INPS effettuerà il ricalcolo automatico dell’ISEE per tutte le Dichiarazione Sostitutiva Unica presentate dal 1° gennaio 2026. In caso di domande sospese o di prestazioni già liquidate, verrà effettuato un nuovo calcolo se il nuovo indicatore risulterà più conveniente.
Le famiglie possono scegliere tra due modalità di aggiornamento: il calcolo ISEE online tramite il servizio digitale dell’INPS, che offre anche l’ISEE precompilato per le situazioni meno complesse, oppure rivolgersi a un CAF per ricevere assistenza nella compilazione e verifica dei dati in caso di situazioni economiche articolate. Questa doppia opzione consente di semplificare la procedura per chi ha una posizione semplice, ma garantisce supporto e precisione a chi invece ha bisogno di consulenza specialistica.
Perché non rimandare il rinnovo dell’ISEE
L’invito per tutte le famiglie è chiaro: non attendere oltre la scadenza ISEE febbraio per rinnovare la propria situazione reddituale. Solo così si potrà continuare a beneficiare dell’importo massimo Assegno unico e delle nuove condizioni più favorevoli, evitando tagli che potrebbero incidere in modo pesante sul bilancio familiare. In caso di dubbi o difficoltà, il supporto dei CAF e i servizi online INPS rappresentano un valido aiuto per adempiere a tutte le scadenze senza errori.
In sintesi, il 2026 porterà importanti cambiamenti nella gestione dell’Assegno unico universale, ma con una corretta informazione e un’attenta pianificazione, ogni famiglia potrà continuare a beneficiare del massimo sostegno possibile per i propri figli a carico.