La missione Artemis II entra in una fase decisiva del suo percorso verso il primo volo umano attorno alla Luna del programma Artemis. In queste settimane l’attenzione della NASA è concentrata soprattutto sulla salute dell’equipaggio e sulla verifica finale dei sistemi, due elementi chiave per confermare la finestra di lancio attualmente prevista non prima del 6 febbraio 2026.
I quattro astronauti selezionati per la missione, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, sono entrati nel periodo di health stabilization, una forma di quarantena preventiva che la NASA applica tradizionalmente prima dei voli con equipaggio. L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di infezioni o imprevisti sanitari a ridosso del lancio. Le attività quotidiane sono rigidamente regolamentate, con contatti limitati e protocolli sanitari stringenti, pur senza arrivare a un isolamento totale.
Nei prossimi giorni l’equipaggio si trasferirà al Kennedy Space Center, dove completerà le ultime attività di addestramento e i controlli medici finali prima dell’ingresso nella fase di lancio vera e propria. Parallelamente, sul fronte tecnico, il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion si trovano già sulla storica rampa 39B, pronti per le prove conclusive.
Uno degli appuntamenti più importanti è rappresentato dal wet dress rehearsal, la simulazione completa del conto alla rovescia con il caricamento dei propellenti criogenici. Questo test, fondamentale per validare le procedure di lancio e il comportamento dei sistemi, precede sempre la decisione finale sulla data effettiva del decollo. Proprio dall’esito di questa prova dipenderà la conferma della finestra di febbraio.
Sono in corso anche le esercitazioni delle squadre di recupero, che opereranno nell’Oceano Pacifico al termine della missione. Artemis II, della durata di circa dieci giorni, non prevede un allunaggio: l’equipaggio seguirà una traiettoria di flyby lunare, pensata per testare in condizioni reali l’integrazione tra uomini e veicolo.
Artemis II rappresenta un passaggio cruciale verso il ritorno dell’uomo sulla Luna, previsto con le missioni successive. Prima di guardare a Marte, però, la NASA punta su prudenza e verifiche rigorose, consapevole che ogni dettaglio sarà determinante per il futuro dell’esplorazione spaziale umana.