Per la prima volta dopo oltre cinquant’anni, il sogno di rivedere esseri umani viaggiare intorno alla Luna si fa più vicino: un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale si apre con la preparazione della missione lunare Artemis II. Al Kennedy Space Center, un’atmosfera carica di attesa e tensione accompagna l’arrivo del poderoso razzo NASA SLS e della sofisticata capsula Orion, pronti a compiere un viaggio che promette di riscrivere la storia della conquista spaziale.
Il 18 gennaio 2026 segna una data memorabile: l’intero equipaggiamento dedicato alla missione è stato trasportato fino al Launch Pad 39B dopo quasi dodici ore di delicata manovra a bordo del leggendario Crawler Transporter. Questa titanica operazione ha visto muovere, con precisione quasi chirurgica, l’intero sistema lungo i 6,5 chilometri che separano il Vehicle Assembly Building dalla piattaforma di lancio. La velocità massima raggiunta, appena 1,3 km/h, testimonia la meticolosità e l’attenzione poste nel garantire l’integrità di ogni componente, riflettendo la complessità di una missione che non ammette errori.
Durante il percorso, le squadre tecniche hanno programmato una pausa strategica per riposizionare il braccio di accesso equipaggio, una struttura fondamentale che, il giorno del lancio, consentirà agli astronauti e al personale tecnico di accedere in sicurezza alla capsula Orion. Questo dettaglio, apparentemente secondario, rivela quanto ogni fase sia orchestrata nei minimi particolari, frutto di anni di esperienza maturata nel programma Artemis.
I prossimi giorni saranno dominati dalle fasi di test più critiche, a partire dal tanto atteso Wet Dress Rehearsal (WDR), pianificato entro il 2 febbraio 2026. Si tratta di una prova generale che prevede il caricamento del razzo Space Launch System con propellenti criogenici – idrogeno e ossigeno liquidi – e la simulazione di tutte le procedure di rifornimento e del conto alla rovescia, escludendo però l’accensione effettiva dei motori. La NASA SLS ha già sottolineato che questa fase potrebbe richiedere più tentativi: eventuali criticità potrebbero comportare il ritorno del razzo all’interno del VAB per interventi supplementari, dimostrando l’estrema attenzione rivolta alla sicurezza e all’affidabilità della missione.
La data di lancio ufficiale è fissata per il 7 febbraio 2026 alle 3:41 ora italiana, ma la finestra rimane soggetta a possibili variazioni dovute a condizioni tecniche, meteorologiche o operative. Per affrontare queste incertezze, la NASA ha predisposto finestre di lancio alternative fino ad aprile, offrendo così un margine di flessibilità che garantisce la massima probabilità di successo per la missione lunare.
A bordo della capsula Orion viaggeranno quattro coraggiosi astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch – tutti rappresentanti della NASA – e lo specialista Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese. La loro missione prevede un viaggio di circa dieci giorni attorno alla Luna, seguendo una traiettoria di rientro libero ibrida, che rappresenta una delle soluzioni più sicure e innovative concepite per le missioni con equipaggio verso il nostro satellite naturale.
Questo volo segna un momento storico: è la prima missione con equipaggio del nuovo Space Launch System dopo il successo della missione Artemis I, e costituisce il banco di prova tecnico e procedurale in vista di Artemis III, prevista per la fine del 2028, che porterà finalmente gli astronauti a camminare sulla superficie lunare. Ogni dettaglio di Artemis II contribuirà a consolidare le basi di una presenza umana sostenibile nello spazio profondo, gettando le fondamenta per le future esplorazioni verso Marte e oltre.
In un’ottica di coinvolgimento globale, la NASA offre a chiunque la possibilità di partecipare simbolicamente a questa storica impresa: è infatti possibile inviare gratuitamente il proprio nome a bordo della capsula Orion, inciso su una scheda SD che accompagnerà l’equipaggio durante la missione. Un gesto che permette a milioni di persone di sentirsi parte di un’avventura che unisce tecnologia, scienza e spirito di esplorazione, riaffermando il ruolo centrale dell’umanità nella conquista dello spazio.
Con Artemis II, il programma Artemis si conferma come il più ambizioso progetto spaziale del nostro tempo, simbolo di progresso, collaborazione internazionale e aspirazione verso nuove frontiere. L’attesa cresce, e con essa la consapevolezza che ogni passo compiuto oggi rappresenta un investimento sul futuro della nostra specie tra le stelle.