Continua la guerra contro pirateria streaming, IPTV e Pezzotto in Spagna. In una nota ufficiale, LaLiga ha annunciato che il Tribunale Commerciale di Cordova n. 1 ha approvato l’ordine di blocco dinamico delle VPN nel caso in cui questi servizi riconoscono la trasmissione illegale di contenuti audiovisivi protetti. Una svolta che potrebbe cambiare le sorti della distribuzione pirata dei contenuti protetti da copyright.
“LALIGA e Telefónica Audiovisual Digital (TAD) sono state informate di diverse ordinanze del Tribunale Commerciale di Cordova n. 1 che hanno concesso le misure cautelari ex parte richieste contro NordVPN e ProtonVPN, riconoscendo la responsabilità di questi intermediari tecnologici nella pirateria delle partite di LALIGA“, si legge nel comunicato stampa.
Cosa è richiesto? “In questo modo, entrambe le società devono implementare immediatamente nei propri sistemi interni le misure opportune per far sì che gli indirizzi IP forniti dalle parti attrici, nei quali è stata accertata la trasmissione illegale di contenuti audiovisivi protetti, risultino inaccessibili dalla Spagna. Una misura, inoltre, dal carattere dinamico e verso la quale non è ammesso ricorso“.
Blocco Dinamico delle VPN identificate come intermediari tecnologici della pirateria streaming
Nella nota pubblicata da LaLiga, in merito al blocco dinamico, le VPN vengono identificate come intermediari tecnologici di pirateria streaming, IPTV e Pezzotto. Proprio per questo devono “impedire, quantomeno, che vengano commesse violazioni utilizzando le proprie infrastrutture“. Infatti, il tribunale le ha descritte come un mezzo “altamente efficace e accessibile per generare accesso a contenuti non disponibili in determinate posizioni geografiche“.
Insieme a questo, sempre secondo il tribunale, le VPN vengono spesso utilizzate per facilitare l’accesso a siti web che trasmettono illegalmente contenuti protetti. Nella nota si legge anche: “Le prove documentate evidenziano come le società convenute riconoscano e persino pubblicizzino ‘che il loro sistema è eccellente nell’aggirare le restrizioni‘“.
D’altra parte “il tribunale ordina a LALIGA e a Telefónica Audiovisual Digital di ‘conservare sufficienti prove digitali della trasmissione illecita di contenuti protetti‘ che devono notificare agli imputati, rafforzando così l’affidabilità delle procedure che LALIGA aveva già utilizzato , tra le altre, ai sensi della stessa sentenza del dicembre 2024“.