Apple ha rimosso l’app QDrops dal proprio App Store. Si tratta di una novità importante per un motivo preciso: la rimozione non avviene per aver abusato dei termini di utilizzo del marketplace, né per problemi di sicurezza, né tantomeno per aver sottratto qualsivoglia dato personale all'insaputa dell'utente, ma per una questione etica sulla quale Apple ha voluto far leva. L'obiettivo è chiaro: tutelare l'utente al cospetto di applicazioni palesemente oltre la soglia minima di tolleranza.

QDrops, app di grande successo negli USA, altro non faceva se non inviare sporadici alert relativi ad una ipotetica cospirazione del tutto assurda e inventata, completamente fasulla, andando ben oltre la bufala per dar vita ad un teorema farlocco di grave entità. In particolare si tratta di "QAnon" ("Q" + Anon), un teorema nato su 4Chan secondo il quale Clinton e Obama sarebbero coinvolti in un losco traffico pedofilo. Dalla parte del buono, in questo caso, Donald Trump: sarebbero suoi gli sforzi per cercare di ripulire la Casa Bianca dalle macchinazioni di questo traffico nascosto di bambini.

Quello che sembrava nascere come uno scherzo di pessimo gusto, è presto diventato qualcosa di differente: "Q", l'anonimo autore dei falsi leaks, ha iniziato a caricare immagini della propria attività e tra il serio e il faceto si è iniziata a costruire una vera e propria ricerca (e ricostruzione postuma) di prove dalle sue immagini e dalle sue testimonianze. La più classica delle bufale complottistiche, insomma, nutrita però da centinaia di utenti pronti ad aggiungere linfa al racconto. L'evolvere inarrestabile della situazione ha fatto entrare nelle classifiche l'app Qdrops, diffondendo la storia ben oltre quanto si sarebbe potuto immaginare e diventando una presenza decisamente ingombrante per l'immagine dell'App Store di Cupertino. Ebbene no, le bufale non sono soltanto una deriva italiana, anzi: gli Stati Uniti dimostrano così di saper fare le cose decisamente in grande.

Apple ha voluto fermare tutto ciò con azione proattiva: tramite una dichiarazione della responsabile Stephanie Saffer ha spiegato come l'App Store rispetti l'opinione di tutti e la libertà di parola di chiunque, ma in questo caso l'applicazione ha superato il limite della tollerabilità violando le linee guida del marketplace. Il passaggio importante è quello in cui Apple parla di responsabilità: la rimozione dell'app QDrops è (per folle che sia il teorema sostenuto dai complottisti) una presa di posizione da parte di Apple nei confronti di contenuti a metà tra la bufala e la fake news.

As some of you know by now, QDrops has been pulled from the App Store due to this anti-Q article https://t.co/morRm0FUGk We are working with Apple to alleviate any concerns they may have so that we can be put back on the store. 1/2

— QDrops App (@qdropsapp) 16 luglio 2018

Dietro la cospirazione dei fans di "Q", infatti, ci sono ormai raduni, merchandising, nonché il denaro confluito nelle stesse casse Apple a seguito della vendita dell'app QDrops. Se dietro il gratis ci si può forse ancora nascondere, dietro il guadagno (0,99 dollari per ogni download, parte dei quali riservati ai forzieri Apple) occorre invece dare spiegazioni: Apple non ne aveva, e non poteva averne, e non voleva averne: Cupertino ha voluto quindi smarcarsi da una posizione tanto ingombrante, mettendo con le spalle al muro quei social network che poco fanno per tutelare la propria community.

La parola passa ora a Google: QDrops è ancora presente su Google Play, a disposizione di qualsivoglia utente Android.