Apple prova a giocare una carta decisiva nella battaglia legale contro il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti: ottenere accesso ai dati interni di Samsung custoditi in Corea del Sud.
La richiesta è reale e già depositata in tribunale: Cupertino vuole usare la Hague Evidence Convention per ottenere documenti chiave su mercato smartphone, Galaxy Store e comportamento degli utenti. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che il mercato è competitivo e che gli utenti passano liberamente da iPhone ad Android.
Cosa sta succedendo
Il contesto è la maxi causa antitrust avviata nel 2024 dagli Stati Uniti contro Apple. Secondo l’accusa, l’azienda sfrutterebbe il controllo su iPhone e App Store per limitare la concorrenza e “intrappolare” gli utenti nel proprio ecosistema.
Apple risponde ribaltando la prospettiva: se milioni di utenti passano a dispositivi Android (in primis Samsung), allora il mercato non è chiuso.
Ed è qui che entrano in gioco i dati richiesti: report interni, analisi di mercato e numeri reali sulle migrazioni tra sistemi operativi.
Il nodo Samsung (e perché non è semplice)
C’è però un ostacolo concreto. Samsung USA ha già chiarito che i documenti richiesti si trovano presso la sede coreana. Questo significa che anche con il via libera di un giudice americano, tutto dipenderà dalle autorità sudcoreane.
Questa iniziativa segna un passaggio cruciale: la battaglia antitrust non si gioca più solo su teorie economiche, ma su dati concreti e comportamenti reali degli utenti.
E potrebbe aprire un precedente importante: quanto possono spingersi le autorità (e le aziende) nel richiedere prove oltre i confini nazionali?