Negli ultimi mesi l’uso dell’app IO come canale di comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazione ha continuato a crescere, con un ruolo sempre più rilevante anche per l’Agenzia delle Entrate. I dati più recenti confermano un aumento significativo delle notifiche digitali, segnale di una strategia che punta a rafforzare i canali ufficiali online senza abbandonare del tutto quelli tradizionali.
App IO e Agenzia delle Entrate: cosa dicono i numeri
Nel corso del 2025 l’Agenzia delle Entrate ha inviato oltre 20 milioni di messaggi attraverso l’App IO, utilizzata per comunicazioni informative e avvisi legati a diversi servizi fiscali. Si tratta di notifiche che affiancano, e non sostituiscono automaticamente, altri canali come posta elettronica certificata, SMS o comunicazioni cartacee, ancora previste in numerosi casi.
L’app IO, gestita a livello nazionale come piattaforma per l’accesso ai servizi pubblici digitali, viene progressivamente adottata da un numero crescente di enti. L’Agenzia delle Entrate rientra tra quelli che ne fanno un uso più strutturato, soprattutto per migliorare la tempestività delle comunicazioni e ridurre i costi legati alle notifiche massive.
Le linee guida contenute nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028 dell’Agenzia delle Entrate confermano l’intenzione di potenziare i canali digitali, privilegiando notifiche in app rispetto a SMS e posta tradizionale, dove possibile. L’obiettivo dichiarato è rendere le comunicazioni più mirate ed efficienti, pur mantenendo attenzione alle fasce di popolazione meno digitalizzate.
Dal punto di vista della sicurezza, le notifiche inviate tramite app IO beneficiano di autenticazione tramite identità digitale e di un contesto controllato, riducendo il rischio di messaggi fraudolenti rispetto a email o SMS non verificati.
Un ecosistema in evoluzione
L’app IO continua ad ampliarsi con nuove funzioni e integrazioni, inclusi miglioramenti nella gestione dei pagamenti e l’avvicinamento al progetto IT Wallet, destinato a raccogliere documenti e attestazioni digitali. Al momento, tuttavia, non sono state comunicate date ufficiali per l’attivazione generalizzata di servizi come ISEE o certificati di studio.
La digitalizzazione procede quindi per gradi: i numeri confermano una crescita concreta, ma la transizione resta graduale e affiancata da strumenti tradizionali, in attesa di un’adozione pienamente inclusiva.