Mentre nel resto d’Europa le principali piattaforme di conversazione stanno progressivamente bloccando l’accesso a soluzioni di intelligenza artificiale esterne, nel nostro Paese resta possibile integrare strumenti come ChatGPT, Copilot e Perplexity direttamente su WhatsApp. Questo vantaggio, riservato esclusivamente agli utenti italiani che dispongono di un numero di telefono con prefisso 39, nasce da una decisione che potrebbe segnare una svolta nel rapporto tra regolamentazione nazionale e poteri delle big tech.
Tutto parte dall’intervento dell’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nel luglio 2025 ha avviato un’istruttoria nei confronti di Meta per presunto abuso di posizione dominante. Secondo l’Autorità, il colosso tecnologico avrebbe sfruttato la propria forza sul mercato per favorire esclusivamente Meta AI, il suo assistente intelligente proprietario, penalizzando la concorrenza e limitando la libertà di scelta dei consumatori. In particolare, la stretta sulle Business API introdotta nel 2025 da Meta aveva reso di fatto impossibile, dal punto di vista tecnico, l’integrazione di chatbot di terze parti su WhatsApp Business, restringendo drasticamente le possibilità per sviluppatori e aziende di offrire servizi alternativi.
La posizione di Meta
Meta ha difeso la propria posizione, sostenendo che l’apertura delle API a chatbot AI di terze parti avrebbe comportato rischi infrastrutturali non trascurabili. Le sue API, nate per gestire principalmente traffico testuale tradizionale, sarebbero state sottoposte a un carico di lavoro eccessivo dalle conversazioni generate da intelligenze artificiali avanzate. Tuttavia, l’AGCM ha ritenuto queste motivazioni più un pretesto per escludere la concorrenza che una reale esigenza tecnica, ordinando la sospensione immediata delle restrizioni e restituendo agli utenti italiani la possibilità di scegliere liberamente tra diverse soluzioni AI.
Il risultato è una situazione di asimmetria normativa e tecnologica: chi possiede un numero con prefisso 39 può ancora accedere a un’ampia gamma di servizi basati su chatbot esterni tramite WhatsApp, mentre gli utenti degli altri Paesi europei si trovano progressivamente esclusi da queste opportunità. Per le PMI e le startup italiane che sviluppano o integrano tecnologie AI, questo rappresenta una finestra di vantaggio competitivo: il mercato nazionale resta più aperto e dinamico, consentendo una sperimentazione che altrove viene invece bloccata dalle politiche restrittive di Meta.
I rischi
Non mancano, tuttavia, i rischi. Gli esperti sottolineano che l’integrazione non regolamentata di chatbot di terze parti potrebbe effettivamente mettere sotto pressione l’infrastruttura tecnica di WhatsApp e sollevare interrogativi su sicurezza e privacy, specialmente quando le conversazioni vengono gestite da provider esterni al perimetro di controllo di Meta. Le stesse aziende italiane che oggi beneficiano della deroga dovranno, in futuro, affrontare sfide importanti sul fronte della compliance normativa e della protezione dei dati.
Sul piano europeo, la decisione dell’AGCM rischia di diventare un precedente destinato a fare scuola. Se altre autorità nazionali dovessero seguire la strada tracciata dall’Italia, Meta si troverebbe costretta a gestire un mosaico di regole differenti per ogni mercato, con tutte le complessità operative e legali che ne conseguono. Questo scenario sta già spingendo le istituzioni europee a riflettere sulla necessità di definire standard comuni per garantire interoperabilità, trasparenza e concorrenza leale nel settore dei servizi digitali e dell’intelligenza artificiale.
Per sviluppatori, startup e aziende consolidate, il consiglio è quello di monitorare con attenzione gli sviluppi dell’istruttoria e prepararsi a scenari contrattuali e tecnici sempre più complessi. La capacità di bilanciare la scalabilità delle proprie soluzioni con il rispetto delle normative sarà la chiave per mantenere un ruolo da protagonisti in un mercato in rapida evoluzione. Nel frattempo, gli utenti italiani possono godere di un vantaggio esclusivo: accedere a un ecosistema di chatbot e servizi AI su WhatsApp più ricco e variegato rispetto al resto d’Europa, almeno fino a quando non verrà raggiunta una soluzione definitiva a livello europeo o Meta non deciderà di rivedere le proprie strategie di integrazione.