L’app di Gemini potrebbe, presto, non essere più quell’oasi priva di banner pubblicitari o sponsorizzazioni. Una dichiarazione fatta dai vertici dell’azienda non esclude per il futuro nuove modalità di monetizzazione del proprio assistente AI.
Google ha cambiato idea sulla pubblicità?
Nel corso del riepilogo relativo agli utili del primo trimestre del 2026, il Chief Business Officer di Google, Philipp Schindler, ha confermato l’apertura dell’azienda all’inserimento di annunci pubblicitari nell’app standalone di Gemini.
Sebbene Schindler abbia precisato che al momento non vi sia una fretta eccessiva nel procedere, ha aggiunto che qualsiasi formato pubblicitario che si rivelerà efficace nella nuova “AI Mode” della Ricerca Google potrebbe essere trasferito direttamente all’interno dell’applicazione di Gemini.
La posizione di Mountain View ha subito una rapida evoluzione negli ultimi mesi. Se a gennaio il vicepresidente delle vendite pubblicitarie globali aveva dichiarato che non esistevano piani per modificare l’assenza di pubblicità nel chatbot, appena tre mesi dopo l’orientamento ufficiale sembrerebbe passato a una “mentalità aperta”.
Attualmente, Google gestisce già inserzioni all’interno delle “AI Overviews” e sta testando la citata “AI Mode”. Le ragioni di questo spostamento sono di natura prettamente finanziaria. Schindler ha presentato la novità sotto una luce positiva, affermando che la pubblicità può costituire un’informazione commerciale di valore e di grande utilità se implementata efficacemente.
L’annuncio non giunge del tutto inatteso per gli addetti ai lavori. Già lo scorso dicembre, alcune indiscrezioni avevano riportato come Google avesse anticipato alle agenzie pubblicitarie i piani per i posizionamenti degli annunci su Gemini nel corso del 2026.
Questa mossa arriva nonostante Gemini offra già abbonamenti a pagamento. Google ha recentemente dichiarato di aver raggiunto 350 milioni di iscritti totali attraverso i suoi vari pacchetti in abbonamento, ma tale volume di entrate potrebbe non essere sufficiente a mantenere il chatbot privo di pubblicità.
Una pressione che deriva anche dalle mosse della concorrenza: OpenAI, infatti, ha già iniziato a mostrare annunci su ChatGPT agli utenti che utilizzano la versione gratuita del servizio.