Negli ultimi giorni, una decisione presa unilateralmente da uno dei colossi della tecnologia ha scatenato un acceso dibattito tra gli utenti e gli addetti ai lavori. Stiamo parlando dell’attivazione automatica di Alexa Plus sui dispositivi Echo, una scelta di Amazon Prime che ha fatto discutere per la sua “mancanza di trasparenza” e per il modo in cui ha imposto ai clienti una novità che, secondo molti, avrebbe dovuto essere frutto di una scelta consapevole. L’episodio ha riportato sotto i riflettori una pratica sempre più diffusa nel settore tech: attivare nuovi servizi di default, scaricando sugli utenti l’onere di informarsi e, se necessario, di opporsi.
Il nuovo assistente vocale potenziato dall’intelligenza artificiale rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle versioni precedenti. L’upgrade, gratuito per chi dispone di un abbonamento Prime e a pagamento per tutti gli altri, promette prestazioni migliorate e nuove funzionalità. Tuttavia, la modalità con cui Amazon ha gestito il passaggio ha sollevato perplessità e critiche, soprattutto tra coloro che si sono visti attivare il servizio senza aver dato alcun consenso esplicito.
Molti utenti hanno scoperto la presenza di Alexa Plus solo dopo aver ricevuto una notifica sui propri dispositivi. L’azienda ha cercato di minimizzare il malcontento sottolineando la facilità di uscita, basta pronunciare “Alexa, esci da Alexa Plus” per disattivare il servizio, ma questa soluzione non ha placato le polemiche, che si sono riversate sui principali forum tecnologici e su Reddit. Il punto critico resta la mancanza di un vero controllo utente sull’attivazione iniziale, che molti avrebbero preferito poter accettare o rifiutare consapevolmente.
A complicare ulteriormente la situazione sono stati i primi feedback negativi provenienti dalla community. Chi ha iniziato a utilizzare la nuova versione ha segnalato una serie di problemi pratici: tra questi, un tono di voce diverso dell’assistente, tempi di risposta più lunghi e una generale perdita di affidabilità nelle operazioni quotidiane. Alcuni lamentano anche la scomparsa di funzioni molto apprezzate, come la lettura automatica dei libri Kindle, e l’aumento dei messaggi promozionali, alimentando il sospetto che l’upgrade sia stato pensato anche per spingere nuovi servizi e offerte commerciali.
Dal punto di vista tecnico, Alexa Plus è stata annunciata come attivabile su tutti i dispositivi Echo attualmente in circolazione. Questo aspetto avrebbe dovuto rappresentare un punto di forza, ma è stato oscurato dalle polemiche legate al rollout. Negli Stati Uniti la diffusione del servizio procede senza intoppi, mentre in Italia Alexa Plus è ancora in fase beta e disponibile solo per un numero ristretto di utenti, che possono così osservare in anteprima le novità e valutare pro e contro prima dell’arrivo su larga scala.
Sul fronte della comunicazione, Amazon non ha ancora fornito dettagli chiari riguardo ai tempi e alle modalità dell’espansione internazionale di Alexa Plus, né ha specificato se e come cambieranno le condizioni di gratuità per chi non possiede un abbonamento Prime. Questa mancanza di trasparenza ha ulteriormente alimentato il malcontento, lasciando molti clienti in una posizione di incertezza e diffidenza.
La questione centrale rimane quella della disattivazione di Alexa Plus e, più in generale, della libertà di scelta degli utenti in un panorama tecnologico sempre più orientato verso soluzioni preimpostate e automatizzate. Il caso di Amazon solleva un interrogativo fondamentale: fino a che punto è lecito spingere l’innovazione senza compromettere il diritto degli utenti a decidere come utilizzare i propri dispositivi? La risposta, per ora, rimane sospesa, ma la speranza è che la pressione della community porti l’azienda a rivedere le proprie politiche, privilegiando un modello di attivazione su richiesta e non più su base automatica.
