L’evoluzione delle modalità di prenotazione nel settore degli affitti brevi sta segnando una svolta significativa, con impatti tangibili su ospiti, host e regolatori. In questo scenario si inserisce il recente lancio globale di Reserve Now Pay Later, la nuova funzione di Airbnb che permette ai viaggiatori di bloccare una prenotazione posticipando il pagamento fino a ridosso del check-in. Un’innovazione che promette vantaggi evidenti per la piattaforma e per chi desidera flessibilità, ma che al contempo solleva interrogativi e tensioni tra proprietari di case e autorità di vigilanza.
La notizia ha trovato spazio di rilievo durante la presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre 2025, sancendo l’estensione su scala mondiale di una funzione testata con successo negli Stati Uniti nell’agosto precedente. L’opzione è ora accessibile per tutte le strutture che adottano politiche di cancellazione flessibili o moderate, offrendo agli ospiti la possibilità di annullare la prenotazione senza alcun rischio economico immediato nel caso in cui i loro programmi dovessero cambiare.
L’adozione di questa soluzione negli Stati Uniti ha raggiunto numeri notevoli: il 70% delle prenotazioni idonee ha scelto il pagamento differito, confermando un forte interesse da parte dei consumatori. Secondo quanto dichiarato dalla CFO Ellie Mertz, l’introduzione di Reserve Now Pay Later ha generato un aumento marcato delle notti prenotate, una tendenza a prenotare con maggiore anticipo e una migrazione della domanda verso interi appartamenti e soluzioni abitative più ampie. Questi effetti hanno contribuito a migliorare il ricavo medio giornaliero per la piattaforma, rafforzando la posizione competitiva di Airbnb nel mercato globale.
Non mancano, tuttavia, i segnali di allerta. Sul fronte delle cancellazioni, si registra una lieve crescita: dal 16% al 17% nel trimestre. La piattaforma sostiene che l’aumento delle cancellazioni tra gli utenti della nuova funzione non sia statisticamente significativo rispetto al dato complessivo, ma la questione resta aperta e alimenta il dibattito nel settore, accrescendo le preoccupazioni degli host circa la prevedibilità dei flussi di cassa e la gestione dell’occupazione delle proprie strutture.
Per i viaggiatori, la flessibilità rappresenta un valore aggiunto ormai imprescindibile. Un recente sondaggio del 2025 evidenzia che il 60% degli americani attribuisce grande importanza alla possibilità di scegliere modalità di pagamento flessibili, e il 55% si dichiara pronto a sfruttare tali opzioni qualora disponibili. Sebbene il concetto non sia del tutto nuovo – già nel 2018 Airbnb aveva introdotto acconti parziali, mentre nel 2023 era nata la collaborazione con Klarna per offrire pagamenti in quattro rate nell’arco di sei settimane – la portata globale e la semplicità d’uso di Reserve Now Pay Later rappresentano un salto di qualità nella customer experience.
I vantaggi per la piattaforma sono evidenti: aumento delle prenotazioni e incremento dell’importo medio per soggiorno. Per i proprietari, però, la situazione si presenta più sfaccettata. Se da un lato alcuni potranno beneficiare di tassi di occupazione e tariffe migliori, dall’altro permane il timore di una maggiore volatilità delle cancellazioni e di una compressione dei flussi di cassa, soprattutto per chi fa affidamento su prenotazioni a lungo termine e ha necessità di pianificare con precisione le entrate.
Sul piano normativo, la questione si complica ulteriormente. Il modello dei pagamenti rateali – ormai radicato nell’e-commerce – ha già attirato l’attenzione dei regolatori, sollevando interrogativi su possibili rischi di sovra-indebitamento, trasparenza contrattuale e vulnerabilità alle frodi. Sebbene Airbnb sottolinei che la funzione non rientra nella categoria dei prestiti tradizionali, il suo ingresso nell’ambito dei servizi finanziari potrebbe richiamare l’interesse delle autorità preposte alla vigilanza sui prodotti di pagamento dilazionato.
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalle differenze geografiche: le preferenze di pagamento, i tassi di adozione e la propensione alle cancellazioni variano sensibilmente tra Europa, Asia e America Latina. La piattaforma dovrà dunque calibrare l’offerta alle specificità dei singoli mercati, tenendo conto delle normative locali e delle esigenze degli host.
L’obiettivo dichiarato del lancio globale è quello di democratizzare il viaggio e ridefinire le dinamiche delle prenotazioni online. Nei prossimi mesi sarà fondamentale osservare con attenzione le reazioni degli host, le iniziative dei regolatori e il comportamento reale dei consumatori, per valutare se la promessa di maggiore flessibilità saprà davvero tradursi in valore per tutti gli attori coinvolti.