AI nel browser: Google avvia il rollout di Gemini su Chrome e Chromebook Plus

Google lancia Gemini su Chrome per Chromebook Plus negli USA: l’AI è accessibile da un pannello laterale e supporta lettura, scrittura e interazione vocale. Restano aperti i temi legati a privacy e futura espansione globale.
AI nel browser: Google avvia il rollout di Gemini su Chrome e Chromebook Plus

Negli Stati Uniti è partito il rollout di Gemini integrato direttamente in Chrome sui Chromebook Plus, segnando un nuovo passo nella strategia AI di Google. La novità riguarda esclusivamente i dispositivi Chromebook Plus e, almeno in questa fase iniziale, è limitata al mercato USA, con una distribuzione graduale che dovrebbe completarsi nel giro di alcune settimane.

L’integrazione porta Gemini all’interno del browser Chrome, rendendo accessibili le funzioni di intelligenza artificiale senza dover cambiare app o aprire servizi esterni. L’AI compare tramite un pannello laterale richiamabile dalla barra superiore e lavora in modo contestuale sulle pagine web aperte.

Tra le funzionalità principali c’è l’analisi dei contenuti: Gemini può riassumere articoli lunghi, chiarire passaggi complessi e rispondere a domande basate sul testo visualizzato, semplificando la gestione delle informazioni durante la navigazione. Accanto a questo, Google abilita strumenti di scrittura assistita pensati per email, documenti e messaggi, con la possibilità di generare bozze, riformulare testi o creare risposte rapide direttamente dal browser.

Sui Chromebook Plus è disponibile anche Gemini Live, la modalità conversazionale vocale che consente di interagire con l’AI in tempo reale. Una funzione pensata soprattutto per brainstorming, preparazione di riunioni e supporto immediato durante le attività quotidiane, che rafforza l’idea del browser come centro operativo della produttività.

L’accesso è riservato a utenti maggiorenni negli Stati Uniti con dispositivi compatibili e Gemini attivo. Sono inclusi sia account Google personali sia clienti Google Workspace, con controlli dedicati per gli amministratori IT: le funzioni possono essere gestite a livello di dominio o gruppo e, se necessario, disattivate manualmente.

Sul fronte privacy, Google ribadisce che l’integrazione segue le policy standard di sicurezza e controllo dei dati già previste per Gemini e Workspace. Resta comunque alta l’attenzione da parte delle aziende, soprattutto in contesti regolamentati, in attesa di ulteriori dettagli su conservazione e utilizzo dei dati.

Per ora non ci sono indicazioni ufficiali su un’estensione globale del rollout: l’arrivo in altri Paesi dipenderà dalle prossime fasi di distribuzione e dagli adattamenti normativi.

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