Addio Gemini: questo assistente Android è gratis, open source e funziona direttamente sullo smartphone

Dicio è l’assistente vocale open source per Android che elabora i comandi sul dispositivo e punta sulla privacy come alternativa a Gemini.
Addio Gemini: questo assistente Android è gratis, open source e funziona direttamente sullo smartphone

Google sta progressivamente spostando l’esperienza degli assistenti Android verso Gemini, ma per chi preferisce privacy, software open source e maggiore controllo sui propri dati esistono alternative molto diverse dall’approccio basato sull’intelligenza artificiale generativa. Una delle più interessanti è Dicio, assistente vocale gratuito progettato per elaborare gran parte dei comandi direttamente sullo smartphone.

Sviluppato da Fabio Giovanazzi, Dicio non prova a replicare Gemini attraverso un grande modello linguistico. Utilizza invece un sistema più tradizionale e leggero: riconosce ciò che viene pronunciato, identifica l’azione richiesta e attiva una delle funzionalità supportate.

La conseguenza è un assistente decisamente meno versatile rispetto a Gemini, ma con un vantaggio importante: il riconoscimento vocale può avvenire localmente, senza dover necessariamente inviare l’audio dell’utente ai server di un fornitore di servizi AI.

Come funziona Dicio senza un grande modello AI

Il cuore di Dicio è Vosk, tecnologia open source per il riconoscimento vocale che consente di convertire la voce in testo direttamente sul dispositivo.

Una volta trasformato il comando vocale in testo, Dicio non lo passa a un LLM per interpretarne liberamente il significato. Utilizza un proprio sistema di corrispondenza delle frasi, confrontando la richiesta con strutture linguistiche conosciute per determinare quale funzione debba essere eseguita.

Queste funzioni vengono chiamate “skill”. L’assistente mette a disposizione strumenti per operazioni come timer, chiamate, riproduzione multimediale, informazioni meteorologiche e traduzione.

È un’impostazione profondamente diversa rispetto agli assistenti AI moderni. La capacità di comprendere richieste complesse è inferiore, ma il funzionamento risulta anche meno dipendente dall’elaborazione cloud.

Dicio può essere distribuito attraverso diversi canali, tra cui Google Play, F-Droid e il repository del progetto, dal quale è possibile ottenere direttamente l’APK.

Per gli utenti particolarmente attenti alla provenienza del software, F-Droid rappresenta un’opzione interessante, poiché utilizza un proprio processo di compilazione e firma delle applicazioni distribuite attraverso il catalogo.

Configurare Dicio richiede pochi passaggi

La configurazione iniziale richiede innanzitutto l’autorizzazione ad accedere al microfono.

Successivamente bisogna scaricare il modello Vosk necessario al riconoscimento vocale nella lingua scelta. Il pacchetto occupa alcune decine di megabyte e consente al telefono di eseguire localmente la conversione speech-to-text.

Dicio dispone anche di un sistema di wake word, che permette di richiamare l’assistente attraverso la voce. Anche in questo caso è necessario installare il relativo modello e concedere le autorizzazioni richieste da Android.

Per integrarlo maggiormente nel sistema operativo è inoltre possibile impostare Dicio come assistente digitale predefinito dalle impostazioni di Android. Il percorso preciso può cambiare a seconda del produttore e della versione dell’interfaccia installata sul dispositivo.

È un passaggio importante perché consente di richiamare Dicio attraverso i meccanismi che Android mette a disposizione dell’assistente configurato dall’utente, anziché dover necessariamente aprire ogni volta l’applicazione.

Timer, chiamate, meteo e musica: cosa può fare

Nonostante l’approccio relativamente semplice, Dicio è in grado di gestire diverse operazioni normalmente associate a un assistente vocale.

Nella prova effettuata da Tashreef Shareef per MakeUseOf, l’impostazione dei timer e le chiamate telefoniche hanno funzionato in maniera affidabile. L’autore riferisce risultati positivi anche con richieste meteorologiche, lettura delle notifiche, navigazione tramite Google Maps e controllo della riproduzione su Spotify.

L’apertura delle applicazioni si è invece dimostrata meno consistente. Le app integrate nel sistema venivano generalmente avviate correttamente, mentre con alcuni programmi di terze parti l’assistente riconosceva il comando senza riuscire successivamente a completare l’azione.

Sono inoltre assenti o non ancora pienamente operative alcune funzioni che gli utenti potrebbero aspettarsi da un sostituto di Gemini o Google Assistant, come comporre messaggi ed email o prendere rapidamente appunti.

Anche i calcoli hanno mostrato problemi durante la prova, con segnalazioni presenti nel sistema di issue del progetto.

Si tratta quindi di un software che, almeno allo stato attuale, non può essere considerato un sostituto completo degli assistenti di Google.

“Locale” non significa che tutto funzioni offline

L’aspetto più importante da chiarire riguarda la privacy. Definire Dicio semplicemente come un assistente che funziona completamente offline rischierebbe infatti di essere fuorviante.

Il riconoscimento vocale può essere elaborato localmente, ma alcune skill hanno bisogno di collegarsi a servizi esterni per ottenere le informazioni richieste.

Le previsioni meteorologiche, per esempio, dipendono da OpenWeatherMap. Altre funzionalità possono utilizzare servizi online come Genius, mentre le ricerche sul Web possono appoggiarsi a DuckDuckGo.

La differenza è quindi sostanziale: Dicio permette di evitare che ogni comando vocale debba necessariamente essere elaborato nel cloud, ma alcune richieste richiedono inevitabilmente una connessione Internet e lo scambio di informazioni con servizi esterni.

Chi desidera un utilizzo più rigorosamente offline può disattivare individualmente le skill che richiedono servizi online.

Il riconoscimento vocale resta uno dei punti deboli

Un altro compromesso riguarda Vosk. La possibilità di effettuare il riconoscimento direttamente sul telefono è uno dei punti di forza dell’intero progetto, ma le prestazioni possono essere inferiori a quelle offerte dalle tecnologie vocali dei grandi operatori cloud.

Durante il test di MakeUseOf, il comando di attivazione non è stato sempre riconosciuto correttamente e alcune richieste hanno dovuto essere ripetute. Anche pronuncia e accenti possono influenzare il risultato.

L’esperienza può quindi risultare meno immediata rispetto a quella di un assistente commerciale fortemente integrato nel sistema operativo.

C’è poi un limite particolarmente importante per chi utilizza frequentemente lo smartphone in automobile: Dicio non offre la stessa integrazione con Android Auto disponibile per le soluzioni supportate direttamente dall’ecosistema Google.

Per molti utenti potrebbe essere un compromesso decisivo, considerando che navigazione, chiamate e riproduzione musicale durante la guida rappresentano alcuni degli scenari nei quali il controllo vocale è più utile.

Dicio punta sulla privacy, Gemini sull’integrazione

Il confronto diretto con Gemini deve quindi essere interpretato con cautela. I due software partono da filosofie molto diverse.

Gemini punta sulle capacità dell’intelligenza artificiale generativa, sulla comprensione di richieste articolate e sull’integrazione con servizi e applicazioni dell’ecosistema Google. Dicio privilegia invece software libero, elaborazione locale e minimizzazione della dipendenza dal cloud.

Il risultato è un assistente più limitato ma anche più interessante per chi non ha bisogno di conversazioni elaborate con un’intelligenza artificiale e vuole semplicemente impartire alcuni comandi al proprio smartphone.

La natura open source rappresenta inoltre una differenza sostanziale: il progetto può essere esaminato, modificato e seguito pubblicamente dalla comunità, mentre le singole skill possono essere abilitate o disabilitate in base alle esigenze.

Per impostare un timer, effettuare una chiamata o controllare la riproduzione multimediale, Dicio dimostra che un assistente vocale Android non deve necessariamente dipendere da un grande modello AI nel cloud. Il prezzo da pagare, almeno per ora, è rinunciare a parte della precisione, dell’integrazione e della flessibilità che hanno reso gli assistenti delle grandi piattaforme molto più sofisticati.

Fonte: Dicio

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti