Addio anonimato per il "pezzotto": identificati migliaia di utenti dopo il blitz al rivenditore

Continua la guerra alla pirateria streaming con un blitz che ha smascherato migliaia di utenti: addio all'anonimato per il "pezzotto".

Un altro rivenditore di contenuti streaming protetti da copyright è stato scoperto in queste ore. Il recente blitz ha permesso alle forze dell’ordine di scoprire migliaia di utenti “clienti” che usufruivano di questi contenuti illegali. In altre parole, si può dire fine all’anonimato per il “pezzotto“. È solo questione di tempo prima che chi sfrutta di questi contenuti venga scoperto.

Si tratta di uno dei principali rivenditori locali in Svezia. Secondo quanto pubblicato da Expressen, gli indagati sarebbero due uomini che avrebbero generato proventi di oltre 3 milioni di euro da questo commercio illegale. “Quando gli investigatori hanno esaminato il telefono e il computer del 43enne, hanno trovato oltre 20.000 recapiti. Confrontandoli con i pagamenti, la polizia ha ottenuto un elenco di 4.886 persone“, si legge nell’articolo.

Sara Lindbäck, avvocatessa presso la Rights Alliance, ha dichiarato: “Se la polizia ci informasse: ‘Ciao, le informazioni del tuo cliente sono state trovate durante un’indagine penale‘, penso che le persone potrebbero diventare un po’ più consapevoli“. Kristoffer Ståhl, l’avvocato del 43enne sotto indagine, ha scritto all’Expressen: “Il mio cliente nega il reato e si oppone alla maggior parte delle conclusioni dell’Agenzia delle Entrate. Data la complessità del caso, la posizione verrà sviluppata nel prossimo processo e non sui mass media“.

Un altro duro colpo all’industria del “pezzotto”

Un altro duro colpo è stato quindi inflitto all’industria del “pezzotto“. La guerra alla pirateria streaming non è solo tutta Italiana. Anche in Europa si continua a cercare e bloccare chi distribuisce contenuti protetti da copyright illegalmente. La scoperta di quasi 5000 clienti nell’ultimo blitz avvenuto in Svezia rivela che anche i consumatori non possono più nascondersi a lungo.

Basta una scoperta con controllo incrociato sui numeri e i pagamenti e il gioco è fatto. L’utente viene scoperto e parte la sanzione. Nel caso specifico, come spiega TorrentFreak, la maggior parte dei pagamenti sono stati effettuati tramite il sistema di pagamento mobile svedese Swish. Questo metodo di pagamento è collegato a un numero di identificazione personale. Ecco perché le forze dell’ordine sono riuscite a risalire ai destinatari dei contenuti.

Fonte: Expressen

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