Un’applicazione realizzata dal governo dell’Arabia Saudita, disponibile sia su Apple Store per dispositivi iOS che su Play Store per dispositivi Android (dove è stata scaricata oltre un milione di volte), permette di controllare gli spostamenti delle donne saudite da parte dei propri mariti e padri (le mogli e figlie saudite non possono lasciare il Paese senza la loro autorizzazione ).

Un’app che viola i diritti umani e umilia le donne, secondo Amnesty International e Human Rights Watch. Lo sviluppatore dell’app, Absher, è il National Information Center, l’Agenzia creata dal Ministero degli Interni saudita che fornisce soluzioni e servizi IT ai settori del Ministero e ad altre Agenzie governative. Uno dei più grandi centri IT del Medio Oriente.

Diritti civili violati da un’app

La provenienza certo non basta a rendere legittima questa app, duramente criticata dai legislatori e dagli attivisti per i diritti civili perché fortemente discriminatoria, nonostante alcune testimonianze parlino di casi in cui l’app ha aiutato le donne a fuggire fuori dall’Arabia Saudita, cambiando le impostazioni sul telefono del marito/padre ed eludendo così il suo controllo.

Si tratta di casi isolati e che non cambiano il fatto che l’app sia nata come un progetto pensato per dare agli uomini sauditi un controllo assoluto sui movimenti delle “loro” donne. Nella descrizione dell’app ne Play Store di Google si legge:

Absher è stato progettato e sviluppato tenendo in particolare considerazione la sicurezza e la privacy dei dati e delle comunicazioni dell’utente, quindi puoi navigare in sicurezza il tuo profilo, quello dei membri della tua famiglia o quello di chi lavora per te. Avrai anche a disposizione una vasta gamma di servizi online.

Un caso ormai al centro delle critiche globali, tanto che sembra che anche il senatore USA, Ron Wyden (D-Ore) abbia scritto una lettera a Google e Apple chiedendo a entrambi di rimuovere l’App. Per ora Google non ha fornito alcuna dichiarazione ufficiale in merito, mentre il CEO di Apple, Tim Cook, avrebbe rivelato di non essere a conoscenza di questa app, ma che ora Apple indagherà approfonditamente sulle funzioni svolte dal software contestato.

Fonte: Phonearena