Abbonamenti streaming e musica: con queste piattaforme tagli le spese

Gli abbonamenti digitali sono diventati una delle principali voci di spesa mensile, eccome come tagliare i costi subito.

Film, serie TV, musica, cloud, software, AI, sicurezza digitale: oggi gli abbonamenti sono ovunque. Il problema? Sommando tutto, la spesa mensile può facilmente superare quella della bolletta o dell’auto. È qui che entra in gioco una soluzione sempre più popolare e concreta: la condivisione intelligente degli abbonamenti.

Grazie a piattaforme dedicate, è possibile tagliare fino a 350–400 euro l’anno sfruttando i posti inutilizzati dei piani multi-utente. Non parliamo di scambi improvvisati, ma di servizi strutturati che gestiscono pagamenti, sicurezza e affidabilità. Ecco quali funzionano davvero.

Together Price: il pioniere del social sharing

Together Price è stata una delle prime realtà a trasformare la condivisione degli abbonamenti in un vero modello organizzato. Attiva dal 2017, permette di creare gruppi per servizi molto diffusi come Netflix, Disney+, Spotify o Microsoft 365.

Il sistema ruota attorno ai cosiddetti Network, con un meccanismo di reputazione che assegna un livello di affidabilità agli utenti. Prima di entrare in un gruppo bisogna anche dichiarare il tipo di relazione con il creatore (amici, famiglia, nucleo domestico, team).

Il rovescio della medaglia sono le commissioni, piuttosto variabili: per chi acquista una quota possono arrivare fino al 30%, con costi aggiuntivi sui piccoli trasferimenti bancari. Una soluzione solida, ma non sempre la più conveniente sul lungo periodo.

Spliiit: la piattaforma più completa e “certificata”

Se l’obiettivo è avere massima scelta e sicurezza, Spliiit è oggi il riferimento. Nata in Francia, offre oltre 1.000 abbonamenti in 11 categorie: streaming, musica, cloud, AI, software, servizi finanziari e benessere.

È l’unica piattaforma del settore approvata dall’ACPR (Banque de France) per la gestione dei fondi, un dettaglio che fa la differenza per chi vuole pagamenti regolamentati. Le commissioni sono chiare: 0,99 € + 5% al mese per chi partecipa.

Il vero punto di svolta è Spliiit+, l’abbonamento premium annuale che elimina completamente le commissioni, aumenta la visibilità degli annunci e velocizza i trasferimenti. Un’opzione pensata per chi condivide spesso.

Sharesub: meno fronzoli, più risparmio

Sharesub ha un approccio diretto e molto apprezzato: zero commissioni per chi mette a disposizione l’abbonamento. È la scelta ideale per chi vuole recuperare il costo del proprio piano senza trattenute.

Chi entra in un gruppo paga 0,90 € + 5%, con un catalogo più snello (circa 600 offerte) ma focalizzato sui servizi più richiesti, da Spotify ad Amazon Prime Video fino a Canva.

Sul fronte sicurezza, Sharesub utilizza messaggistica crittografata e un sistema che rende visibili le credenziali solo dopo il pagamento, riducendo i rischi di abuso.

Attenzione alla “zona grigia”: cosa sapere prima di condividere

Il vero nodo non è tecnico, ma contrattuale. Molti servizi consentono piani multi-utente solo all’interno dello stesso nucleo domestico. Condividere un account con sconosciuti può quindi violare i termini d’uso e portare, nei casi peggiori, alla sospensione.

Le piattaforme di sharing operano come intermediari legali, ma la responsabilità finale resta dell’utente. Il consiglio è semplice: leggere sempre i termini del servizio e, se possibile, condividere con coinquilini o familiari.

Alternative semplici per gruppi di amici

Se la condivisione avviene solo tra persone fidate, esistono soluzioni più “fai-da-te”:

  • PayPal – Dividi il conto, per calcolare e inviare richieste automatiche
  • Splitwise, per tenere traccia delle spese comuni
  • Servizi italiani come Diveedi, con costi fissi per rinnovo

Le piattaforme di condivisione degli abbonamenti rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per alleggerire le spese digitali senza rinunciare ai servizi più utilizzati. Che si tratti di streaming, musica, software o servizi cloud, il modello dello sharing consente di sfruttare davvero i piani multi-utente, evitando sprechi ormai sempre più diffusi.

La scelta dipende soprattutto dal profilo dell’utente: Sharesub è particolarmente indicata per chi condivide spesso come proprietario e vuole massimizzare il recupero dei costi, mentre Spliiit resta il punto di riferimento per chi cerca un ecosistema completo, regolamentato e ricco di offerte. In ogni caso, il vero valore sta nell’approccio consapevole: conoscere i limiti contrattuali dei servizi, utilizzare strumenti sicuri e adottare qualche accorgimento pratico – come carte prepagate dedicate – può trasformare una spesa fissa in un risparmio concreto e continuativo.

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