Robot aspirapolvere: come scegliere quello giusto

I robot aspirapolvere sono dispositivi intelligenti che puliscono casa al posto nostro. Ecco come scegliere quello più adatto alle nostre esigenze.

Robot aspirapolvere, un elettrodomestico in grado di pulire in autonomia spazi e superfici. Una categoria di dispositivi ricca di storia che nel corso degli anni ha saputo innovare, introducendo funzioni e specifiche sempre più allettanti.

Ironicamente entranti nell’immaginario collettivo come dispositivi in grado di attirare le attenzioni degli utenti in abbinamento a gatti e bambini, offrono in realtà un aiuto reale nella quotidianità. Oggi i modelli i migliori hanno potenze di aspirazione elevate (fino a 4000Pa), lavano anche in maniera attiva, sono in grado di iniziare la pulizia quando usciamo di casa e anche di riconoscere cavi e oggetti sparsi, in modo da evitarli.

Vista la forbice di prezzo davvero ampia, che parte da circa un centinaio di euro fino a superare i 1000 euro nel caso dei più costosi, abbiamo pensato di realizzare questa guida, dove cerchiamo di analizzare al fondo il processo di scelta di uno di questi dispositivi e come capire quale è in grado di soddisfare le nostre esigenze al meglio. iRobot, Ecovacs, Dreame, Xiaomi, Cecotec, Proscenic, sono solo alcuni tra i tantissimi brand a offrire soluzioni valide.

Ecco, dunque, come scegliere un aspirapolvere robot tenendo in considerazione le specifiche disponibili, il prezzo, e le superfici da puliire.

Quanto è grande l’area da pulire?

Tra gli aspetti che più tra tutte definisce la scelta, ci sono la grandezza e suddivisione dell’area da pulire. Non basta però sapere l’ampiezza in metri quadrati, senz’altro utile per lo scopo, ma anche la suddivisione dello spazio e la tipologia di superficie.

Il robot aspirapolvere infatti deve affrontare la difficoltà di orientarsi in spazi non definiti, in quanto non esistono al mondo due ambienti perfettamente uguali. Il sistema di navigazione dunque fa la differenza: più è preciso, più il prezzo sarà elevato, ma d’altro canto non è necessario scegliere un top di gamma per pulire un piccolo monolocale.

Il tipo di superficie influenza in minima parte la scelta. Che si tratti di cotto, marmo o parquet, tutti gli aspirapolvere robot sono dotati di ruote gommate in grado di garantire un buon grip, un facile superamento degli ostacoli ed evitare di danneggiare le superfici. Attenzione però ai tappeti.

Alcuni robot con elementi rotanti potrebbero infatti riscontrare qualche difficoltà a pulirli, altri meno grazie a sensori appositi che consentono di riconoscere il tappeto e adeguare il robot a questa condizione.

Quanto spendere per un robot aspirapolvere?

In generale possiamo suddividere gli aspirapolvere robot in tre grandi categorie: economici, fascia media e fascia top. La fascia di prezzo non stabilisce in assoluto quanto un robot sia migliore di un altro, ma quanto un robot sia in grado di affrontare determinati ambienti o meno.

La fascia economica (ovvero tutti i robot al di sotto dei 250 euro, come il ) è pensata per la pulizia di ambienti semplici. Superfici inferiori ai 100 metri quadrati, bi o tri-locali o open-space. Questo perché non ci sono sensori particolari, ma seguono un sistema di navigazione basilare, che permette di coprire la quasi totalità dell’area.

Nel caso di superfici più grandi, o di case su più livelli, è necessario rivolgersi a prodotti più specifici. Nella fascia media (tra i 250 e i 500 euro) possiamo citare il Dreame L10 Pro , nella fascia alta (oltre i 500 euro) prodotti come l’ Ecovacs T9 o l’ iRobot Roomba J7+ .

Questi aspirapolvere sono dotati di sensori più avanzati, non solo in grado di mappare tramite algoritmo VSLAM, ma anche di riconoscere ambienti e oggetti sparsi. Non solo, perché la memoria e gli algoritmi consentono di memorizzare anche più piani. A ciò si aggiungono anche tutte le funzioni speciali.

Funzioni speciali dei robot aspirapolvere

Mappatura

La mappatura degli ambienti è ormai molto diffusa. Tutti i robot la presentano ma non in tutti i dispositivi è integrata allo stesso modo. Come anticipato, quelli di fascia più bassa hanno sono in grado di capire dove sono già passati, ma non permettono di creare una mappa con la quale interagire. Fanno parte di questa categoria dispositivi come iRobot Roomba 692 , , e tantissimi altri.

Nella fascia media le cose si fanno più interessanti ma ci sono ancora alcune differenze. Alcuni robot infatti, permettono di creare una mappa degli ambienti, con la quale però non si può interagire. Non si può dunque suddividere l’area in più stanze, oppure definire aree da non pulire. Tuttavia si tratta di casi rari, in quanto la maggior parte dei robot, come per esempio l’ Ecovacs N8 , creano una mappa completamente personalizzabile.

Ciò permette all’utente di decidere non solo quali aree evitare, ma anche quali stanze pulire per ogni sessione di aspirazione. Una caratteristica utile, in quanto ambienti come ingresso e cucina, necessitano sicuramente di una pulizia più sovente, rispetto ad altri.

Infine, altri robot, come il Dreame Z10 Pro , o l’ iRobot Roomba J7+ , hanno appositi sensori che permettono di riconoscere anche gli oggetti più piccoli. Il robot durante la pulizia non va a collidere contro questi oggetti, dunque continua a pulire evitando di incastrarsi in cavi e altri ostacoli.

Lavaggio

La funzione di lavaggio è molto diffusa in quasi tutti i robot. Solo alcune aziende come iRobot e Neato non la includono nei loro robot, in quanto preferiscono offrire dispositivi specifici per il lavaggio, come per esempio l’ iRobot Braava Jet M6 .

Negli altri robot viene però integrata in maniera diversa, a seconda della fascia di prezzo. Quelli più economici hanno un lavaggio di tipo passivo. Un serbatoio d’acqua con annesso panno in tessuto o microfibra, o in alcuni casi usa e getta, permette di ottenere un flusso d’acqua costante per gravità.

In questo caso si ha lo stesso effetto di un panno bagnato in maniera costante. Dopo un determinato intervallo di tempo, l’acqua terminerà e la pulizia risulterà inefficace. Inoltre, i robot dotati di questa tipologia di lavaggio, di solito non riconoscono i tappeti, che è bene togliere prima dell’avvio.

Ci sono poi quelli attivi, come il Dreame L10 Pro , o il 360 S9 . In questo caso all’interno del serbatoio dell’acqua c’è una piccola pompa in grado di regolare il flusso d’acqua. Ciò consente di passare un panno secco, appena umido, o molto bagnato, selezionando la funzione attraverso l’applicazione dedicata.

Infine, ci sono alcune eccezioni che presentano funzioni decisamente particolari. Possiamo citare gli Ecovacs T8 e T9+ , dotati della tecnologia Ozmo Pro 2.0. In questo caso, non solo è possibile regolare il flusso d’acqua, ma il panno di lavaggio vibra fino a 480 volte al minuto consentendo così di pulire a fondo le superfici dure. Non solo, perché l’apposito sensore per il riconoscimento dei tappeti, consente di evitarli in maniera automatica. Altri robot, come il Bissel SpinWave Robot , sono dotati di spazzole rotanti.

Base per lo svuotamento automatico

Negli ultimi anni, uno degli accessori più desiderati degli aspirapolvere robot è senza dubbio la base autosvuotante. Essa sostituisce la classica base di ricarica e integra al suo interno un potente motore che, attraverso appositi condotti, consente di svuotare il serbatoio polvere dell’aspirapolvere robot senza alcun intervento manuale.

Maggiore igiene, dunque, ma anche maggiore efficienza. All’utente non rimane altro che cambiare il sacchetto di raccolta polvere posto all’interno della base di svuotamento automatico, con un intervallo che varia dai 30 ai 60 svuotamenti a seconda del modello.

Un accessorio utile non solo per chi ha una vita particolarmente piena di impegni, ma anche per chi desidera più pulizia o per i possessori di animali domestici. Tutti i peli raccolti verranno infatti isolati all’interno del sacchetto, insieme alla polvere e ai detriti.

La base autosvuotante è integrata nelle versioni “Plus” o “Pro” di molti robot, anche entry-level o di fascia media, come l’ Ecovacs N8+ , l ’iRobot Roomba i3+. Bisogna considerare che, rispetto alla base standard, occupa maggiore spazio e bisognerà tenere in considerazione il costo di acquisto dei sacchetti dedicati.

Altre funzioni e assistenti vocali

Tutte le altre funzioni accessorie possono essere considerate come funzioni speciali e vanno a incidere in maniera più o meno sostanziale nella scelta finale. La tipologia delle spazzole centrali è importante e ogni produttore ha una filosofia ben precisa.

Neato D8 ha una spazzola molto grande, che consente di ricoprire la superficie in meno passaggi e offrire una pulizia più efficace ai bordi. I robot di iRobot, come il recente Roomba J7+ , offrono il sistema brevettato AeroForce, con due spazzole controrotanti che catturano in maniera ottimale peli e capelli, evitando che si incastrino. In altri robot, come Dreame Z10 Pro o Ecovacs N8+ , ci sono spazzole più tradizionali, che però offrono maggior risparmio e facilità nel trovare i ricambi.

Su Ecovacs e T9+ è stato integrato un sistema che consente di profumare gli ambienti al passaggio dell’aspirapolvere. Una funzione carina, ma di certo non indispensabile, considerando anche il costo dei ricambi.

C’è poi la questione assistenti vocali, che varia da robot a robot. Quando compatibili, si possono sfruttare Amazon Alexa e Google Assistant per avviare la pulizia, oppure pulire una determinata stanza se il robot è compatibile, o interrompere la pulizia. Una funzione carina, utile per chi passa tanto tempo a casa, oppure in ottica di utilizzo da persone anziane. È senz’altro più semplice impartire un comando vocale che interagire con un’applicazione che spesso ha tante voci e menu tra cui scorrere.

Come scegliere il robot aspirapolvere?

Dunque, dopo aver valutato tutti questi parametri, quale robot aspirapolvere scegliere? Non esiste una risposta valida per chiunque, in quanto ognuno ha esigenze diverse e ogni robot offre piccole peculiarità che lo rendono quasi unico nel settore. Dopo averne provati tantissimi, possiamo senza dubbio dire che il Dreame L10 Pro è tra quelli che più ci ha convinto, in quanto ha una potenza da 4000 Pa, batteria da 5200mAh, lavaggio pavimenti semiattivo, sensore LIDAR per la mappatura e sensore 3D per il riconoscimento degli ostacoli. Soprattutto ha un prezzo concorrenziale inferiore ai 400 euro ed è facile trovarlo in offerta a circa 350 euro.

Al momento non ci sono altri robot che offrono lo stesso pacchetto, ma a seconda del budget a disposizione, è possibile avere qualche funzione in più, oppure risparmiare scegliendo un robot più economico, come l’ottimo .

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