Prove
Nokia N76
Design a conchiglia. Spessore ridotto. Forse è un Motorola v3? No, la versione finlandese, UMTS. Ecco il Nokia n76
GIUDIZIO DELLA REDAZIONE
60/100
| RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO | |
| CONFEZIONE E DOTAZIONE | |
| ERGONOMIA | |
| USABILITÀ | |
| MULTIMEDIALITÀ |
Nokia N76
Negli ultimi tempi, Nokia si è buttata a capofitto su alcuni modelli che in termini di design ricordano successi di alcuni competitor. In Finlandia si è lavorato e si lavora su form factor, in particolare su spessore, dimensioni e peso, piuttosto che sulle funzioni, almeno questo è di primo acchito il pensiero che viene prendendo tra le mani il Nokia n76. Da cosa nasce questa necessità? Rispondere non è semplice, mille infatti appaiono le congetture: rubare gli ultimi segreti ai concorrenti, convergendo verso l’utente finale con la facilità di Symbian, oppure, semplicemente, allargare i propri orizzonti, dopo il successo, negli ultimi sette – otto anni, dei cosiddetti candy-bar. Pagherà questa strategia finnica? A lungo termine non sappiamo dirlo, ma questo n76 sembra già visto, considerando tutti i benefici di un sistema operativo collaudato, ma anche i difetti di un design piuttosto approssimativo. Vediamo insieme perché.

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Confezione
Ottima, come di consueto nella serie N di Nokia. Votato al business con un occhio a design e multimedialità, la confezione dell’n76 si presenta in bianco, e anche qui non abbiamo più alcuna immagine recante una scena di vita quotidiana; la sterzata ha come effetto un risultato scarno: insieme al telefono, riprodotto a dimensioni naturali, abbiamo una lunga serie di scritte e scrittine Nokia. Sembra un Motorola, ma è un Nokia. Ricorda il Samsung z560 (volendo…), ma è un Nokia. È bene tenerlo sempre a mente.
Aperto l’involucro di cartone troviamo una disposizione degli elementi del tutto simile a quella dell’n95: il telefono bivalve è coperto da una protezione di plastica, che ricorda un po’ una confezione di formaggio (ebbene sì!). Sotto la prima sezione, invece, ci si apre un mondo infinito di accessori: insieme alla batteria, la consueta BL4B, abbiamo l’auricolare doppio stereo con jack da 3.5mm, il caricabatteria, il cavo dati finalmente standard USB-Mini USB, i manuali del caso con il CD contenente la Pc Suite e una MicroSD, utilissima memoria aggiuntiva, da 256mb. Purtroppo (e Nokia ci sta abituando negativamente negli ultimi tempi), manca un dannato adattatore.
C’è, invece, uno strano pezzo di metallo giallo… Inizialmente facciamo fatica a capirne l’utilizzo, ma bastano alcuni minuti per comprendere il paradosso della scelta di Nokia, che ha voluto darci un aggeggio in grado di aiutarci nell’operazione di alloggiamento della Sim-Card. In genere non servirebbe un accessorio del genere, ma allora perché c’è? La spiegazione è presto detta: poche volte abbiamo dovuto fare i conti con una sistemazione della sim così scomoda.
Continuate a leggere, vi diremo a breve il perché. Intanto possiamo concludere questa parte sostenendo la bontà di una confezione che non lascia niente (a parte l’adattatore per la MicroSD) al caso. E per 510 euro, sembra davvero il minimo.

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Primo contatto
Il Nokia n76 che abbiamo a disposizione non è brandizzato né di importazione, ma un prodotto Italia che opera in sistema duale UMTS-GSM. Quest’ultimo opera in quadribanda, da 850 a 1900 mhz, in pratica dall’Asia all’America passando per la cara e vecchia Europa.
La connettività è molto valida: mancano sia Wi-Fi sia la porta a infrarossi, ma a livello wired saremo aiutati dall’ottimo cavo dati USB-Mini USB, mentre il wireless sarà possibile tramite il protocollo bluetooth 2.0.
Se dei materiali si può parlare abbastanza bene (dopo n95 ed e65, sembra che in Finlandia abbiano capito come si costruisca un meccanismo di chiusura flip non traballante), altrettanto non si può affermare per l’estetica, che lascia più di un dubbio.
Quello che possiamo testare per voi è un n76 di colore nero, un bivalve con doppio schermo e display esterno che si trasforma in un piccolo specchietto, quando spento. In teoria, viste le prerogative, dovrebbe quantomeno ricordare un Razr di Motorola, in considerazione dello scarso spessore e del design a conchiglia. Invece Nokia negli effetti ci dà un modello molto largo e di dimensioni generose. Fortunatamente è sottile, ma non basta, visti i dieci centimetri e mezzo di altezza per i più di cinque di larghezza. Non è così semplice da impugnare, ed è molto scomodo da aprire con una mano sola.
Una volta aperto, il meccanismo si bloccherà a circa 170 gradi, in maniera molto salda; tutta la struttura sarà molto bilanciata, e con conchiglia open non risentiremo dei 115 grammi che presenteranno però il conto a flip chiuso. Insomma, in poche parole, dal punto di vista strutturale presenta alcune luci e moltissime ombre; su tutte l’alloggiamento della sim-card, del quale vi abbiamo parlato nella parte sulla confezione.
Fino a ieri, Nokia ci aveva abituato, eccezion fatta per i modelli glamour come 7280 e 7380, ad avere una cover posteriore rimovibile senza grossa difficoltà, una batteria a incasto e un carrellino o alloggiamento in cui inserire la sim-card. Stavolta, invece, in Finlandia hanno fatto gli straordinari. Tramite una pressione superiore al normale, anche qui estrarremo la cover posteriore, che si estenderà però a tutto il retro del nostro terminale. Con molta fatica, riusciremo a liberare il corpo del telefono da tale cover e avremo a vista la scheda madre del modello, insieme ad altre componenti. Ma ecco la scelta pazza di quello che dovrebbe essere il leader del settore: con le dita, la sim-card è praticamente impossibile da inserire, perché l’alloggiamento è stato ridotto a pochi millimetri di spazio alla sinistra della batteria. L’aggeggio giallo fornito a corredo sostituirà il vecchissimo stuzzicadenti, che abbiamo utilizzato fin da piccoli per operazioni di questo genere.
Una volta inserita la sim (se ne cambiate parecchie, vi sconsigliamo n76), inseriremo la batteria, un’altra operazione tutt’altro che agevole, e finalmente saremo pronti per richiudere il tutto; tempo speso: tre minuti, davvero troppo.
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