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Editoriale. Telefonia mobile: Come si batte la crisi? 3 Febbraio 2009

Mancano poco meno di due settimane al Mobile World Congress di Barcellona, e gli argomenti in agenda in vista della fiera internazionale più importante della telefonia mobile sono molti. In particolare, l'attenzione di tutti è concentrata sull'andamento del mercato, che si lega a doppio filo alla crisi che da qualche mese sta colpendo i Paesi industrializzati.

Tra contrazioni più o meno tangibili, e piani per il futuro parzialmente rivisti in negativo, al pari delle proiezioni degli utili, si cercherà di capire come continuare a penetrare nella clientela, in un mercato saturo. Se in passato i margini di crescita dei vari modelli erano più sensibili, perché erano sufficienti considerazioni banali per capire ciò che mancava a un telefonino, oggi il ragionamento è più mediato, meno automatico; più difficile, se vogliamo.

In generale, abbiamo visto come alcuni blasoni della telefonia mobile siano preda della crisi attuale. Su tutti Motorola, che in questo 2009 sta lasciando una sensazione di smobilitazione dall'Italia, con la vendita del centro di Torino, e con una certa inversione di tendenza nella comunicazione con gli addetti ai lavori.

Nokia, in questo panorama, continua a essere leader, ma le riduzioni lasciano qualche perplessità: non soltanto quelle relative alle quote di mercato, lievi, ma soprattutto quelle del prezzo del nuovo 5800 Xpress Music. Inizialmente annunciato in arrivo nel nostro Paese nel primo trimestre del 2009, il 5800 è stato invece presentato un paio di settimane prima di Natale, registrando ottimi volumi di vendita nel periodo delle festività. Il motivo è semplice, e scontato. Non si trattava di un modello qualsiasi, ma del primo Nokia con tecnologia touchscreen.

Fa quindi pensare la decisione del produttore di abbattere il prezzo del 5800 Xpress Music: da 429 a 339 euro. Una cifra davvero interessante, ma in fondo solo per chi non aveva voluto mettere il 5800 sotto il proprio albero di Natale. La decisione di Nokia ci interessa soprattutto per capire cosa potrà accadere in futuro. Se è vero che il taglio di prezzo del 5800 non è una novità nella storia della telefonia mobile (basti pensare al tracollo del Motorola V3i), è altrettanto vero che per Nokia, 5800 era una novità assoluta, scesa in cinque settimane di una percentuale superiore ai venti punti.

Perché allora tagliare da subito? Perché il prodotto era stato inizialmente mal posizionato? O per aumentare ulteriormente i volumi di vendita, esaurito l'effetto novità? Il discorso potrà essere esteso alle policy future di Nokia e degli altri produttori? Da un certo punto di vista, lo si potrebbe sperare, perché significherebbe dover attendere solo un mese in più rispetto alla data di commercializzazione, potendo così puntare su un risparmio corposo. Lo stesso risparmio che, già ora, si può avere combinando l'acquisto di un cellulare di ultima generazione con la sottoscrizione di un abbonamento.

Ma dopo tutte queste righe, in fondo rimane anche un piccolo quesito: tagliando i prezzi in una fase immediatamente successiva alla data di commercializzazione, cosa ne penserà chi aveva rotto il salvadanaio per mettersi in tasca la novità del momento? La domanda non vuole essere ipocrita, ma sottolineare che ai tagli dovrebbero seguire incentivi sui servizi a favore dei più appassionati, di chi non vuole attendere per comprare. Nella fattispecie, perché non dare qualche download gratis a chi aveva già acquistato il 5800 Xpress Music? Sarebbe una misura da leader. Non solo della telefonia mobile.

di Luca Bordoni - Telefonino.net

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