Prove
Motorola V3xx
Un mostro di eleganza, come il V3, ma più sottile e più performante. Ora dotato anche di Umts/Hsdpa. Ecco, cari lettori, la recensione del V3xx.
GIUDIZIO DELLA REDAZIONE
60/100
| RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO | |
| CONFEZIONE E DOTAZIONE | |
| ERGONOMIA | |
| USABILITÀ | |
| MULTIMEDIALITÀ |
Motorola V3xx
Introduzione
Sono passati dieci mesi da quando fu pubblicata su Telefonino.net la nostra recensione del Motorola V3x. Nei giorni successivi all'uscita del test, ricevemmo qualche commento negativo riferito, soprattutto, alle nostre conclusioni; in fondo, ci eravamo solo chiesti come fosse possibile accostare il V3x a un mostro di eleganza come il V3, più sottile, più performante, con un'unica mancanza: l' UMTS. Ora è trascorso quasi un anno da quel marzo 2006 e Motorola, in maniera implicita, ci ha dato ragione; a conti fatti, era possibile creare un V3 della terza generazione: ecco la prova del V3xx.
Confezione
La confezione del cellulare, brandizzato Tim, si presenta ordinata, ma di cartone; dettaglio che la rende lontana anni luce dal lancio del V3x nella confezione di metallo. Comunque, pulito fuori, un caos totale dentro: il telefono è in bella mostra, parato da un ulteriore separè in cartone. Una volta alzata la copertina, ecco tutta la tragicità della confezione Motorola: accessori sparsi a destra e a manca, senza il minimo studio e alloggiamento. D'accordo, Stati Uniti e Finlandia sono parecchio distanti, ma Nokia sembra di un'altra galassia, in questo senso.
Aspetto decisamente più positivo, riguarda la dotazione standard, di tutto rispetto: caricabatteria con plug in mini USB, cavo dati USB, auricolari stereo con protezioni di riserva, manuali e cd con rispettiva suite. Fa specie la mancanza di una memoria MicroSD, capace di implementare i 50mb di capienza a disposizione del consumatore.
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Primo contatto
Finalmente! Ecco la prima esclamazione che viene in mente impugnando il V3xx: bello, piccolo, un passo indietro nelle dimensioni, tornate a quelle del V3, ma tre passi in avanti per usabilità rispetto al V3x. Dispiace dirlo, ma rispetto a quest'ultimo modello, il device che abbiamo in prova è parecchio avanti, per ideazione e ritorno alle origini. È, in due parole, il degno erede di un apparecchio che ha fatto la fortuna del produttore statunitense, sebbene le politiche di vendita siano state a volte contrastanti e contradditorie.
Ci troviamo di fronte un cellulare UMTS brandizzato Tim, che ha messo in commercio il V3xx all'interno della collezione Hi-Speed; questo nuovo modello ha tutti i caratteri per diventare l'ammiraglia dei cellulari Telecom: velocissimo, reattivo, flessibile, anche dopo un utilizzo intenso. Come anticipato, si tratta di un telefonino di terza generazione, che gestisce anche un sistema tribanda GSM 900-1800-1900, HSDPA (ampiezza di banda in downlink fino a 3.6Mbit al secondo).
E' un terminale GPRS 4+2 timeslot, e naturalmente Edge, protocollo che per alcuni versi ha fatto la fortuna di Tim. Non è wi-fi, ma non ci aspettavamo una feature del genere; può contare tuttavia su un bluetooth capace di agganciarsi e interfacciarsi con ogni device elettronico di casa, mentre la connettività wired è assicurata dal cavo USB (presente in dotazione).
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I materiali utilizzati per il V3xx sono stati scelti con cura, a differenza della confezione: abbiamo tra le mani un cellulare con il "guscio" in metallo, molto sottile, che una volta aperto scoprirà una tastiera dello stesso materiale (come già era accaduto per il V3).
Esteticamente è molto piacevole, una sensazione che nasce soprattutto dall'essenza sottile del terminale e dai materiali utilizzati per costruirlo; il peso supera di pochissimo i cento grammi, che fanno dell'apparecchio un cellulare robusto ed esente da forti scricchiolii. Inoltre, le dimensioni sono contenute e di tutto rispetto: 102x53x14.9 millimetri, cosa che fa sfigurare l'incolpevole V3x. Come detto, il peso si sente ma non restituisce una sensazione negativa, tutt'altro; si ha l'impressione di stringere tra le dita un piccolo blocchetto compatto.
Il meglio, comunque, deve ancora essere svelato, e riguarda soprattutto il display: molto luminoso, altamente performante con i suoi 262k colori pronti a stupire; non "sfarfalla", è elegante e di dimensioni valide (320x240 pixels). Troveremo un secondo piccolo schermo nella parte frontale del telefono, utilizzabile solo a "cozza chiusa". La tastiera è incassata, come già era stato per i parenti V3 e V3x: al tatto risulta inizialmente dura, ma è esclusivamente questione di abitudine. Abbiamo ovviamente il jog centrale multidirezionale con al centro il tasto di accesso al menù, oltre a quattro soft-keys, due dei quali dedicati a inizio e fine chiamata.
Ci sono sul lato, insolitamente alloggiati nella parte frontale, alcuni tasti supplementari, che ci aiuteranno soprattutto nell'ascolto della musica.
Sono passati dieci mesi da quando fu pubblicata su Telefonino.net la nostra recensione del Motorola V3x. Nei giorni successivi all'uscita del test, ricevemmo qualche commento negativo riferito, soprattutto, alle nostre conclusioni; in fondo, ci eravamo solo chiesti come fosse possibile accostare il V3x a un mostro di eleganza come il V3, più sottile, più performante, con un'unica mancanza: l' UMTS. Ora è trascorso quasi un anno da quel marzo 2006 e Motorola, in maniera implicita, ci ha dato ragione; a conti fatti, era possibile creare un V3 della terza generazione: ecco la prova del V3xx.
Confezione
La confezione del cellulare, brandizzato Tim, si presenta ordinata, ma di cartone; dettaglio che la rende lontana anni luce dal lancio del V3x nella confezione di metallo. Comunque, pulito fuori, un caos totale dentro: il telefono è in bella mostra, parato da un ulteriore separè in cartone. Una volta alzata la copertina, ecco tutta la tragicità della confezione Motorola: accessori sparsi a destra e a manca, senza il minimo studio e alloggiamento. D'accordo, Stati Uniti e Finlandia sono parecchio distanti, ma Nokia sembra di un'altra galassia, in questo senso.
Aspetto decisamente più positivo, riguarda la dotazione standard, di tutto rispetto: caricabatteria con plug in mini USB, cavo dati USB, auricolari stereo con protezioni di riserva, manuali e cd con rispettiva suite. Fa specie la mancanza di una memoria MicroSD, capace di implementare i 50mb di capienza a disposizione del consumatore.
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Primo contatto
Finalmente! Ecco la prima esclamazione che viene in mente impugnando il V3xx: bello, piccolo, un passo indietro nelle dimensioni, tornate a quelle del V3, ma tre passi in avanti per usabilità rispetto al V3x. Dispiace dirlo, ma rispetto a quest'ultimo modello, il device che abbiamo in prova è parecchio avanti, per ideazione e ritorno alle origini. È, in due parole, il degno erede di un apparecchio che ha fatto la fortuna del produttore statunitense, sebbene le politiche di vendita siano state a volte contrastanti e contradditorie.
Ci troviamo di fronte un cellulare UMTS brandizzato Tim, che ha messo in commercio il V3xx all'interno della collezione Hi-Speed; questo nuovo modello ha tutti i caratteri per diventare l'ammiraglia dei cellulari Telecom: velocissimo, reattivo, flessibile, anche dopo un utilizzo intenso. Come anticipato, si tratta di un telefonino di terza generazione, che gestisce anche un sistema tribanda GSM 900-1800-1900, HSDPA (ampiezza di banda in downlink fino a 3.6Mbit al secondo).
E' un terminale GPRS 4+2 timeslot, e naturalmente Edge, protocollo che per alcuni versi ha fatto la fortuna di Tim. Non è wi-fi, ma non ci aspettavamo una feature del genere; può contare tuttavia su un bluetooth capace di agganciarsi e interfacciarsi con ogni device elettronico di casa, mentre la connettività wired è assicurata dal cavo USB (presente in dotazione).
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I materiali utilizzati per il V3xx sono stati scelti con cura, a differenza della confezione: abbiamo tra le mani un cellulare con il "guscio" in metallo, molto sottile, che una volta aperto scoprirà una tastiera dello stesso materiale (come già era accaduto per il V3).
Esteticamente è molto piacevole, una sensazione che nasce soprattutto dall'essenza sottile del terminale e dai materiali utilizzati per costruirlo; il peso supera di pochissimo i cento grammi, che fanno dell'apparecchio un cellulare robusto ed esente da forti scricchiolii. Inoltre, le dimensioni sono contenute e di tutto rispetto: 102x53x14.9 millimetri, cosa che fa sfigurare l'incolpevole V3x. Come detto, il peso si sente ma non restituisce una sensazione negativa, tutt'altro; si ha l'impressione di stringere tra le dita un piccolo blocchetto compatto.
Il meglio, comunque, deve ancora essere svelato, e riguarda soprattutto il display: molto luminoso, altamente performante con i suoi 262k colori pronti a stupire; non "sfarfalla", è elegante e di dimensioni valide (320x240 pixels). Troveremo un secondo piccolo schermo nella parte frontale del telefono, utilizzabile solo a "cozza chiusa". La tastiera è incassata, come già era stato per i parenti V3 e V3x: al tatto risulta inizialmente dura, ma è esclusivamente questione di abitudine. Abbiamo ovviamente il jog centrale multidirezionale con al centro il tasto di accesso al menù, oltre a quattro soft-keys, due dei quali dedicati a inizio e fine chiamata.
Ci sono sul lato, insolitamente alloggiati nella parte frontale, alcuni tasti supplementari, che ci aiuteranno soprattutto nell'ascolto della musica.

foto di
FLAVIO_MARK
scattata con
Sony Ericsson K608i
foto di
gijoe
scattata con
Nokia 6681
foto di
nicopana
scattata con
Nokia 6110