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Torri ecologiche cellulari popoleranno le nostre città 26 Giugno 2009

Sono snelle, longilinee, bianche. E fanno poco male all’ambiente. È l’identikit delle torri ecologiche di nuova generazione, create da Ericsson, e utilizzabili per offrire servizi di telefonia mobile (voce e dati) alla popolazione. Al posto dei brutti e inquinanti tralicci tradizionali, che ormai sono disseminati nelle nostre città e campagne. Le tower tube erano solo un concept. Adesso sono realtà, in un crescente numero di Paesi. Presto, anche in Italia.

Le prime due sono state piantate in India e, a maggio, in Arabia Saudita: Paesi in via di sviluppo, quindi, e non deve sorprendere che facciano avanguardia in quest’innovazione. I motivi sono molteplici. Primo, è in quei Paesi che soprattutto c’è bisogno di migliorare la copertura di servizi cellulari, tramite nuove antenne. Secondo, queste torri si alimentano anche con energie rinnovabile, come sole e vento, il che ha un doppio vantaggio: le rende ecologiche e permette di avere un impianto anche laddove mancano infrastrutture di rete elettrica. In zone periferiche e sottosviluppate, quindi.

Ericsson assicura che le torri consumano il 40 per cento in meno, anche grazie a una forma a camino che migliora la dispersione del calore. Emettono il 40 per cento di anidride carbonica in meno, rispetto alle torri tradizionali. Hanno un design curato, per evitare il classico effetto “pugno nell’occhio” delle torri cellulari d’acciaio. Tutta l’elettronica è all’interno della torre (in quelle tradizionali è a lato, il che costringe a recintare l’area e, in alcuni Paesi, anche a mettere una guardia armata). Sono in materiali alternativi, più sostenibili, come il cemento (che può essere reperito localmente) o il vetro resina.

È di questo materiale la “Capsule Site”, ultima versione di tower tube, lanciata da Ericsson qualche giorno fa. Telefonino.net ne ha potuto vedere un prototipo a Stoccolma. Capsule Site è caratterizzata anche da altri aspetti: è la prima tower tube che l’operatore o la cittadinanza può personalizzare, con luci e colori, o dettagli aggiuntivi (come una panchina tutt’intorno), per meglio armonizzare la torre con il paesaggio. Può ospitare display touch screen, dove l’operatore può trasmettere pubblicità o offrire servizi (vendita di biglietti, attivazioni di tariffe…). Per la prima volta, una torre di cellulare diventa un elemento con cui gli utenti possono interagire e con cui gli operatori possono offrire servizi e contenuti ulteriori, da cui ottenere nuove forme di ricavo.

Ci si può chiedere se anche da noi ci sia spazio per queste torri, visto che ormai la copertura cellulare è (quasi) perfetta. Ebbene, sì. La tendenza dei prossimi anni sarà di offrire sempre più banda larga mobile, ovunque, a un numero crescente di utenti. A tal scopo, una delle soluzioni è fare celle più piccole (così ci saranno meno utenti a dividersi la banda) e quindi moltiplicare il numero di torri. Si va da un sistema a macrocelle a uno a picocelle. Ci sarà bisogno quindi di torri che sposino meglio estetica, ecologia e servizio. In Italia, in estate, sarà quindi piantata la prima tower tube, per un accordo tra Ericsson e un importante operatore, com’è possibile anticipare ai nostri lettori.

Qui alcune immagini di tower tube.



di alessandro longo

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