Notizie
Navigare flat su cellulare 11 Maggio 2007
Sono diventate più ragionevoli le tariffe italiane con cui avventurarsi nella grande Internet attraverso il proprio cellulare.
Diventano più simili a flat-rate, seguendo una strada già intrapresa dalle offerte per accedere a Internet tramite schede Pcmia Gprs/Umts (e Hsdpa) su computer portatili.
Qualche giorno fa, Telecom Italia (Tim) ha rivisto le offerte Maxxi Wap. Anche Vodafone ha reso un po' più economico navigare via cellulare, anche se è l'operatore ad oggi meno incline a lanciare flat di questo tipo.
Wind, in contro tendenza, ha rincarato l'accesso a Internet mobile a consumo, ma continua ad avere tariffe semi-flat ad ampio spettro, dalle caratteristiche uniche sul mercato.
In generale, si assiste a una tendenza: gli operatori mobili hanno reso i prezzi per navigare sulla grande Internet più simili a quelli che valgono all'interno dei propri portali mobili. Il dentro e il fuori tende insomma a sfumarsi; va in crisi il paradigma del giardino recintato, a causa del quale per anni gli operatori hanno venduto agli utenti una Internet mobile menomata di fascino e di ricchezza di contenuti.
Il percorso non è ancora completo, ma- in base agli annunci delle scorse settimane- dovrebbe compiersi entro fine anno, con l'arrivo di tariffe ancora più generose e comprensive di altri servizi. Il motivo è che gli operatori (in tutta Europa) sono spaventati da due evidenze: continuano a calare i margini di profitto dei servizi vocali, mentre il traffico dati mobile ancora non decolla.
Per correre ai ripari, bisogna quindi incoraggiarne l'uso, in due modi: tariffe più economiche, da una parte; migliore usabilità e semplicità dei servizi, dall'altra.
A questo secondo obiettivo stanno lavorando tramite accordi con produttori di telefonini e provider di servizi e contenuti (quali Google, eBay, Msn e Yahoo!). È chiaro però che il problema più scottante sono i prezzi. Sono stati tenuti troppo alti per anni, al punto dal formare negli utenti l'idea che navigare sul cellulare sia un lusso per pochi, come riflettono gli osservatori di ricerca quali Analysys e Forrester Research.
È così una buona notizia che Tim abbia abolito la semplice tariffa a consumo per la navigazione fuori dal portale (sul grande Web).
Ora ogni accesso costa 1 euro ed è a forfait: fino alle 24 del giorno in corso e per un massimo di 5 MB, il resto della navigazione è gratis.
Un bel salto avanti rispetto alla precedente tariffa di 4 cent al KB…ossia ben 40 euro al MB (leggere Repubblica.it poteva costare quanto un abbonamento annuale al giornale cartaceo).
Di contro, Tim dal 2 aprile ha aumentato lo scatto per accedere al portale mobile: ora è 28 cent (era 20 cent); il resto della navigazione, come prima, è gratis (si pagano a parte i contenuti extra).
C'è poi la Maxxi Wap 7 giorni (3 euro) e 30 giorni (9 euro). Hanno un limite di traffico complessivo pari a 20 e 100 MB.
Sono tutte offerte "wap", da usare quindi attraverso l'Apn wap di tim, che ha un costo di accesso di 28 cent ulteriori.
Per l'Apn web (apn.ibox.tim.it), ci sono le offerte semiflat Maxxi Web, già disponibili da mesi.
Diventano più simili a flat-rate, seguendo una strada già intrapresa dalle offerte per accedere a Internet tramite schede Pcmia Gprs/Umts (e Hsdpa) su computer portatili.
Qualche giorno fa, Telecom Italia (Tim) ha rivisto le offerte Maxxi Wap. Anche Vodafone ha reso un po' più economico navigare via cellulare, anche se è l'operatore ad oggi meno incline a lanciare flat di questo tipo.
Wind, in contro tendenza, ha rincarato l'accesso a Internet mobile a consumo, ma continua ad avere tariffe semi-flat ad ampio spettro, dalle caratteristiche uniche sul mercato.
In generale, si assiste a una tendenza: gli operatori mobili hanno reso i prezzi per navigare sulla grande Internet più simili a quelli che valgono all'interno dei propri portali mobili. Il dentro e il fuori tende insomma a sfumarsi; va in crisi il paradigma del giardino recintato, a causa del quale per anni gli operatori hanno venduto agli utenti una Internet mobile menomata di fascino e di ricchezza di contenuti.
Il percorso non è ancora completo, ma- in base agli annunci delle scorse settimane- dovrebbe compiersi entro fine anno, con l'arrivo di tariffe ancora più generose e comprensive di altri servizi. Il motivo è che gli operatori (in tutta Europa) sono spaventati da due evidenze: continuano a calare i margini di profitto dei servizi vocali, mentre il traffico dati mobile ancora non decolla.
Per correre ai ripari, bisogna quindi incoraggiarne l'uso, in due modi: tariffe più economiche, da una parte; migliore usabilità e semplicità dei servizi, dall'altra.
A questo secondo obiettivo stanno lavorando tramite accordi con produttori di telefonini e provider di servizi e contenuti (quali Google, eBay, Msn e Yahoo!). È chiaro però che il problema più scottante sono i prezzi. Sono stati tenuti troppo alti per anni, al punto dal formare negli utenti l'idea che navigare sul cellulare sia un lusso per pochi, come riflettono gli osservatori di ricerca quali Analysys e Forrester Research.
È così una buona notizia che Tim abbia abolito la semplice tariffa a consumo per la navigazione fuori dal portale (sul grande Web).
Ora ogni accesso costa 1 euro ed è a forfait: fino alle 24 del giorno in corso e per un massimo di 5 MB, il resto della navigazione è gratis.
Un bel salto avanti rispetto alla precedente tariffa di 4 cent al KB…ossia ben 40 euro al MB (leggere Repubblica.it poteva costare quanto un abbonamento annuale al giornale cartaceo).
Di contro, Tim dal 2 aprile ha aumentato lo scatto per accedere al portale mobile: ora è 28 cent (era 20 cent); il resto della navigazione, come prima, è gratis (si pagano a parte i contenuti extra).
C'è poi la Maxxi Wap 7 giorni (3 euro) e 30 giorni (9 euro). Hanno un limite di traffico complessivo pari a 20 e 100 MB.
Sono tutte offerte "wap", da usare quindi attraverso l'Apn wap di tim, che ha un costo di accesso di 28 cent ulteriori.
Per l'Apn web (apn.ibox.tim.it), ci sono le offerte semiflat Maxxi Web, già disponibili da mesi.
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