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Sulla fine dei canoni annuali, infuriano le polemiche 11 Aprile 2007

In questi giorni gli operatori di rete fissa e Internet stanno abolendo i canoni di durata annuale, per adeguarsi al decreto Bersani sulle liberalizzazioni.
Finora la disdetta anticipata obbligava l‘utente a pagare i canoni restanti fino al dodicesimo e comunque richiedeva un preavviso di 60 giorni.
Con l'applicazione del decreto, il preavviso scende a 30 giorni e non si pagano più i canoni restanti.
È una novità con molti lati oscuri, però.
Sopravvive infatti una penale, che gli operatori (in varia misura) addebitano all'utente in caso di recesso anticipato (cioè prima dei 12 mesi di abbonamento).
Le polemiche infuriano: secondo le associazioni dei consumatori questa penale va contro il decreto Bersani.
Gli operatori, dal canto loro, però, segnalano che il decreto permette di addebitare spese, agli utenti che disdicono, se giustificate da costi.
Ecco quindi la mappa delle novità, che potrebbe variare nei prossimi giorni in virtù della battaglia tra le parti. Nel caso almeno dei principali operatori, il tutto vale anche per i vecchi utenti e non solo sui nuovi contratti (la Bersani a riguardo lascia libertà).
Telecom Italia ha appena pubblicato una notizia, sul sito 187.it:
"Allo scopo di coprire i costi che Telecom Italia sostiene per la disattivazione della linea telefonica, nonché del servizio ADSL, sarà introdotto per le sole cessazioni che avvengono nel primo anno di vigenza contrattuale un costo di disattivazione pari a 48 Euro (IVA inclusa) una tantum; in caso di cessazione contestuale del servizio ADSL, l'importo complessivo dovuto sarà pari a 60 Euro (IVA inclusa).
Tale costo sarà addebitato a partire dal 1° maggio". Cioè, si pagheranno 48 euro se si disdice l'Adsl di Telecom oppure la sola linea fissa. 60 euro se si disdicono entrambe le cose (si tenga conto che Alice Adsl muore per forza insieme con la linea fissa).
Da notare che, in una nota di pochi giorni prima, Telecom aveva annunciato che la penale sarebbe stata di 40 euro: errore o ripensamento?
Telecom la giustifica con i costi sopportati per l'attivazione/disattivazione della linea. Si noti però già l'utente paga 150 euro per una nuova linea fissa e sarebbe interessante accertare se davvero a Telecom costi 48 euro disattivarla.
Si tenga conto che ormai nella quasi totalità dei casi è un'operazione fatta in centrale, senza uscita di un tecnico.
È chiaro che solo l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) può fare chiarezza e stabilire se la penale è adeguata ai costi subiti da Telecom.
Le associazioni dei consumatori (quali Aduc e Altroconsumo) hanno infatti invocato l'intervento di Agcom, che ora sta studiando il da farsi.
La nota positiva, almeno, è che, in questo periodo e fino al 31 maggio, è gratis attivare la linea Telecom.
Wind ha stabilito la penale più economica: 40 euro in ogni caso (per disdetta di Adsl e/o linea fissa).
Resta però anche negli anni successivi al primo. È una novità già da oggi in vigore. Spiega Wind a Telefonino.net i motivi di questa penale: "Tuttora sussistono alcune condizioni economiche relative ai servizi intermedi all'ingrosso che gli operatori comprano da Telecom Italia e che prevedono dei minimi garantiti. Su questo Wind si aspetta un intervento dell'Agcom per ripristinare parità di trattamento tra i servizi finali offerti da Telecom Italia alla propria clientela e quelli all'ingrosso forniti agli altri operatori".
Di nuovo è invocato l'intervento di Agcom, in questo caso per colmare una lacuna del decreto.
Il canone annuale, infatti, ora sopravvive su alcune linee Adsl all'ingrosso che gli operatori pagano a Telecom Italia. E su tutte Telecom richiede agli operatori, per la disdetta, un preavviso superiore ai 30 giorni di cui possono avvalersi gli utenti finali. Risultato: un paradosso.
Può capitare ora che gli operatori siano costretti a pagare a Telecom mesi di canoni per propri utenti che già hanno disdetto.
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