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Addio costi di ricarica: ma è vera rivoluzione? 6 Marzo 2007
Ma è tutto oro quel che luccica? I quattro gestori si sono realmente adeguati agli stretti dettami del Decreto Bersani? Vediamo nel dettaglio cosa è veramente successo, gestore per gestore.
H3G
L'operatore cinese è stato il primo ad eliminare i costi di ricarica, già a partire dal 2 marzo, con tanto di campagna pubblicitaria che faceva il verso al ministro Bersani.
Quindi chi acquista una ricarica di 3 oggi riceve tutto l'importo in traffico, senza alcuna scadenza.
Note positive: costi cancellati senza aumentare le tariffe, interessanti promo per le nuove attivazioni
Note negative: scomparsa delle ricariche Power, che per molti utenti erano una vera manna dal cielo
Tim
Anche il principale operatore italiano ha cancellato completamente i costi di ricarica ed a partire dal 2 aprile introdurrà un nuovo metodo di ricarica senza tagli fissi, ma con una serie di possibilità per far ricaricare importi anche bassi a scelta dal cliente.
Tim lancia anche un nuovo profilo tariffario Tim Club, senza scatto alla risposta, i cui costi appaiono in linea con altre offerte della concorrenza, insomma non appare un aumento nascosto per aggirare la scomparsa dei costi di ricarica ed oltretutto i vecchi piani tariffari continuano ad essere attivi ed a poter ricaricare senza alcun costo.
Note positive: costi cancellati senza aumentare le tariffe
Note negative: nessuna in apparenza
Vodafone
Il colosso inglese ha fatto buon viso a cattivo gioco ed ha annunciato l'eliminazione totale dei costi di ricarica come i precedenti concorrenti.
In realtà, però, i clienti Vodafone potrebbero trovarsi presto nella condizione di dover accedere ad i nuovi piani tariffari proposti dallo stesso giorno per poter abilitare nuovi servizi, piani con un enorme aumento dello scatto alla risposta, ben 19 centesimi.
Note positive: costi cancellati
Note negative: nuovi piani tariffari con un aumento spropositato dello scatto alla risposta, ben il 26%.
Wind
Il più controverso tra i gestori mobili è Wind, proprio quello che all'inizio della sua esistenza si era contraddistinto per la grande novità del non far pagare l'iniquo balzello.
L'operatore arancione, infatti, ha annunciato che l'eliminazione dei costi di ricarica sarà valida solo per i nuovi piani tariffari, attivi dal 5 marzo, tutti con notevoli incrementi.
In questo modo Wind sfida apertamente il Decreto Bersani e rischia, oltretutto, in tempi in cui fare MNP da un gestore all'altro è diventata finalmente un'operazione quasi immediata, di perdere una larga fetta dei propri clienti.
Note positive: costi cancellati parzialmente, interessanti promozioni per i nuovi clienti;
Note negative: i vecchi clienti non godono della cancellazione dei costi a meno di cambiare piano tariffario.
Come su può notare la situazione è in netto divenire.
Si deve notare, inoltre, che il Decreto Bersani impone anche una maggiore trasparenza delle tariffe con specchietti riepilogativi molto chiari con i costi riportati suddivisi per 20 secondi, 1 minuto e 2 minuti di chiamata e che gli operatori stessi sono tenuti a dare tali cifre comprensive di IVA e fornirle anche in supporto cartaceo a tutti i clienti che ne facciano richiesta.
In queste condizioni il consiglio che si può dare a tutti gli utenti è di attendere che la situazione si schiarisca e di non fare cambi piano affrettati, soprattutto per quei clienti i cui gestori hanno lanciato piani tariffari decisamente poco convenienti rispetto agli attuali.
Adesso, una volta assodata la cancellazione dei costi di ricarica, si dovrà senza dubbio porre l'attenzione sulla Tassa di Concessione Governativa, costo iniquo ed oggi poco giustificabile nei confronti dell'utenza finale, che riguarda sicuramente una minoranza degli italiani, rispetto agli altri paesi europei, ma i cui costi restano, comunque, sulle spalle del consumatore.
di Telefonino.net Redazione
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