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Il sogno della banda larga ovunque è più vicino 27 Dicembre 2006

Dal 2007 si comincia a fare sul serio, l'ha promesso su vari fronti il Governo: il toro del digital divide sarà preso per le corna e si andrà avanti con la copertura banda larga in modo sistematico.
Lo dicono alcune notizie di fine anno, quasi un regalo di Natale: da una parte, l'avvio delle trattative strette sul WiMax.
Dall'altra, la nascita di una cabina di regia interministeriale contro il digital divide. Beninteso, negli anni scorsi sono state fatte comunque tante cose per colmare i buchi della banda larga, spesso grazie a fondi statali, della comunità europea, di Province e Regioni.
Finora però sono mancate due cose (che adesso promettono di arrivare). Primo, un piano sistematico che armonizzi e coordini le iniziative, che proceda insomma a chiudere i buchi di copertura uno ad uno con piglio programmatico.
Secondo, è mancato il WiMax (Ieee 802.16d), tecnologia wireless che potrebbe essere l'arma migliore contro il digital divide broadband.
Finora la copertura banda larga, infatti, è stata ampliata a macchie di leopardo, tramite i progetti basati su tecnologie wireless Hiperlan e WiFi.
Gli esempi più significativi di iniziative nate da bandi pubblicati dalle Regioni sono a Brescia (79 comuni), Bergamo (49), in Toscana (una trentina) e in certe zone sono già arrivate le prime offerte.
Numerosi piccoli provider ne hanno pubblicate altre, dopo avere costruito reti provinciali wireless a proprie spese: per esempio Ydea, a Roma, dove numerosi quartieri periferici non possono avere l'Adsl.
Si è mossa anche Infratel-Sviluppo Italia, che con fondi pubblici sta costruendo infrastrutture banda larga in fibra e WiFi al Sud, sulle quali poi gli operatori possono creare offerte al pubblico.
L'obiettivo è coprire 100 comuni con fibra entro giugno 2007 e altri 500 con il WiFi. Tutto bello, tutto interessante, ma si sentiva il bisogno di una regia che armonizzasse tutte le iniziative e le fondesse con il lavoro di Infratel, in modo da non sprecare risorse nella lotta al digital divide.
Per questo motivo è nato, con decreto del Consiglio dei Ministri, il "Comitato per la diffusione della banda larga sul territorio nazionale", formato dai ministri delle Comunicazioni, degli Affari regionali, delle Riforme e delle Innovazioni nella Pubblica amministrazione.
Le risorse pubbliche disponibili, già stimate, sono pari a 1 miliardo e 100 milioni di euro. Per una volta, l'obiettivo è preciso: coprire il 100 per cento della popolazione con la banda larga entro il 2011.
In teoria non dovrebbe essere difficile: adesso siamo a circa l'87 per cento e la stessa Telecom ha promesso di raggiungere il 98 per cento entro il 2008. In realtà, ogni punto percentuale conquistato dopo il 90 per cento è sudatissimo, perché riguarda parti di rete molto frammentate, che fanno capo a piccoli gruppuscoli di utenti.
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