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Mobile Internet: ma quanto mi costi? 24 Marzo 2006

Utilizzare il proprio cellulare per connessioni dati è oramai sempre più diffuso ed anche gli operatori spingono sempre più i nuovi servizi a valore aggiunto per aumentare il traffico dati sulle proprie reti e spingere l'ARPU (Average Revenue Per User) sempre più in alto.
Ecco, però, apparire il problema.
Se già le tariffe voce sono spesso nebulose ed intricate, ancor più lo sono quelle dati.
Ogni gestore ha offerte speciali per l'attivazione di pacchetti dati a prezzi stracciati, ma la maggioranza dell'utenza mobile spesso nemmeno conosce queste offerte.
Questo spinge all'utilizzo di tali servizi senza alcuna conoscenza dei reali costi e del reale funzionamento dei sistemi di tariffazione.
Con questa nostra inchiesta cercheremo di scoperchiare un calderone che finora in troppi hanno tentato di tenere ben chiuso, con ovvi guadagni per i gestori ed altrettanto ovvi dissanguamenti monetari da parte della clientela.
Facciamo una breve scorsa sulle possibilità offerte dagli attuali gestori mobili per connettersi ad Internet o usare comunque servizi dati in mobilità.
Le tecnologie di rete utilizzabili sono fondamentalmente di due tipi: commutazione a circuito e commutazione a pacchetto.
Nel primo caso ci rifacciamo al vecchio GSM, utilizzando il cellulare come un vero e proprio modem, connettendosi ad Internet componendo un numero telefonico.
Questo metodo è oramai utilizzato pochissimo ed i suoi costi dipendono dalla durata della telefonata effettuata, la cui velocità varia da 9.6 Kbps ad un massimo di 14.4 Kbps.
La vera svolta sul Mobile Internet è avvenuta con l'arrivo dei servizi GPRS, prima, ed UMTS poi, a commutazione a pacchetto.
Con il GPRS la velocità è aumentata fino a 40-50 Kbps e con l'UMTS fino a 384 Kbps, ma soprattutto la tariffazione è passata ad ammontare di dati scambiati.
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