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Rimodulazioni: Tre Italia ci risponde 17 Ottobre 2007

Da parte nostra, abbiamo cercato di essere il più trasparenti e diretti possibile, in modo tale da poter poi fornire dei dati oggettivi a una situazione che per alcuni ha un vago contorno grottesco. Le risposte che sono giunte dall’Ufficio Stampa di Tre riescono a colmare qualche dubbio, ma non tutti.
E non serve leggere tra le righe, basta dare una rapida scorsa a quello riportato sopra. Iniziamo allora a cercare di comprendere insieme le risposte che ci sono state date, partendo, com’è ovvio, da quella formulata per la domanda iniziale. Come motivazione alla rimodulazione delle autoricariche è stata menzionato un adeguamento al cosiddetto Decreto Bersani.
Questa presa di posizione è però contraddittoria con il decreto stesso, per tre punti fondamentali (che si possono ritrovare in maniera più approfondita nel thread aperto sul forum da uno dei nostri moderatori, qui): A – il termine di trenta giorni entro il quale ci si sarebbe dovuti adeguare è ampiamente passato; B – non possono essere legittimati peggioramenti per il cliente, oltretutto retroattivi; C – la dicotomia che sorge tra la filosofia del decreto e la rimodulazione, che anziché tutelare l’utente finale, ne danneggia la possibilità operativa.
E proprio quest’ultima accezione è stata sfruttata più volte nel corso delle risposte restanti  per identificare i bersagli della rimodulazione, vale a dire tutti quei clienti che si sono ricaricati in maniera “aggressiva” senza poi andare a utilizzare il credito accumulato. In effetti, sussistono situazioni paradossali, di utenti che continuano ad accumulare credito senza poi beneficiarne in prima persona, tramite lo sfruttamento del traffico voce, internet, o altro.
Qui si vuole andare a colpire chi non sfrutta la propria ricarica per usufruire dei servizi di Tre. Peccato allora, aggiungiamo noi, che proprio con il credito maturato non si possano attivare quegli stessi servizi del gestore telefonico, vedi Naviga3.
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